Una ragione di Giustizia: gli interventi dei relatori e del pubblico

Al centro del convegno “Una ragione di Giustizia” di ieri pomeriggio in Provincia c’era sicuramente l’intervento del dottor Francesco Neri, ma il magistrato calabrese non è stato l’unico relatore della giornata. L’avvocato Valentina Antonini, la giornalista Sondra Coggio, gli esponenti di Legambiente Paolo Varrella e Nunzio Girino Groccia, assieme al giurista ambientale Marco Grondacci, hanno parlato di giustizia e di diritto, di Natale de Grazia e di Carmine Schiavone: “per me” dice la Coggio, che lo ha intervistato qualche settimana fa “dice il vero. Mi disse che dietro la politica c’erano loro, che decidevano chi mettere come sindaco, chi come assessore“. Grondacci parla di opacità amministrativa, che porta alla cattiva amministrazione, dalla quale parte l’illegalità (il suo intervento completo qui). Groccia lancia un appello alla Magistratura, che non bocci la richiesta di Legambiente di andare avanti con le inchieste sulle navi dei veleni.

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C’è spazio anche per gli interventi del pubblico, con l’avvocato Roberto Lamma, che cita i vari scempi della città e della provincia spezzina, dalla ciminiera dell’Enel allo sbancamento della collina di Pitelli, dalla SNAM di Panigallia fino al Porto Mirabello, passando per i rifiuti interrati nei moli, le devastazioni provocate dai centri commerciali e, infine, strappa l’applauso citando anche Piazza Verdi. E dell’ormai famoso filare di pini e della sua errata datazioni parla anche Massimo Baldino, portavoce del Comitato per Piazza Verdi, nel suo -durissimo- intervento che parla di una Procura “sonnacchiosa“, occupata a indagare su ladri di galline e vecchiette che sfamano piccioni e tace su temi ben più seri. Intervento integrale: [vsw id=”7hgzn4jX7n0″ source=”youtube” width=”425″ height=”344″ autoplay=”no”]

A Baldino si accoda l’avvocato Antonini, che dichiara “la Procura ancora non ci ha fornito le dichiarazioni del pentito Fonti” e chiude il convegno ricordando la commemorazione di Paolo Borsellino al Teatro Civico di sabato 5, serata a cui aveva presenziato il Procuratore Capo, che ieri non si è visto, nemmeno per un saluto. “In quella serata” dice Antonininon si è mai ricordato Falcone, allora stasera lo cito io“. Chiude così, tra gli applausi, citando il grande magistrato ucciso a Capaci il 23 maggio 1992.

Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola“. (Giovanni Falcone)

 

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