UNo spettacolo sulla mafia firmato da Daniela Ardini a Genova

Lunaria Teatro ha prodotto lo spettacolo IL GIORNO DELLA CIVETTA  dal romanzo di Leonardo Sciascia, con la regia di Daniela Ardini e con Giovanni Costantino, Mario Marchi, Andrea Benfante, Alberto Carpanini, Paolo Drago,Vittorio Ristagno, Francesca Conte, Massimo Orsetti e Anna Nicora

Leonardo Sciascia è stato l’intellettuale consapevole della necessità di prendere posizione, spendendosi in prima persona sia come autore letterario, sia come uomo politico, dapprima presso il Comune di Palermo e quindi, dal 1979 al 1983, eletto alla Camera dei Deputati, dove fu membro della commissione parlamentare d’inchiesta sulla strage di via Fani ed il sequestro di Aldo Moro, nonché della commissione parlamentare sul fenomeno della mafia. Un impegno, quello di Sciascia, che ebbe proprio nella pubblicazione de “Il giorno della civetta”, nel 1961, una delle sue prime manifestazioni. Da quegli anni ad oggi una differenza sostanziale è data dal rapporto del problema mafia con la collettività.

Possono un libro o uno spettacolo teatrale avere lo stesso impatto e coinvolgimento dell’azione delle associazioni e comitati che sono cresciuti in questi anni, o della sensibilità manifestata in mille modi da giornali e media con inchieste approfondite? Questa attenzione crescente è dovuta anche alla forza di comunicazione del romanzo di Sciascia, che dalla letteratura sulla mafia porta alla consapevolezza civile.

 Il racconto trae spunto dall’omicidio di Accursio Miraglia sindacalista comunista ucciso a Sciacca nel gennaio del 1947 ad opera della mafia. È il primo romanzo «giallo» pubblicato da Sciascia che, con questo testo, mette in prosa la mafia e la sua modernità, quando di certi «garbugli» tra criminalità organizzata e istituzioni pubbliche si sussurrava appena. In un paese vicino a Palermo, viene ucciso Salvatore Colasberna, modesto impresario edile. Contemporaneamente scompare Paolo Nicolosi, di professione potatore. Il capitano Bellodi, giovane ufficiale dei carabinieri, giunto in Sicilia da Parma, affronta la situazione con intelligenza e lucidità: connette i fatti, fiuta l’angoscia della vedova Nicolosi, scarta la pista passionale, blandisce il confidente Parrinieddu. Da lui ottiene un nome e, in articulo mortis, una delazione epistolare. Si giunge a tre colpevoli per tre omicidi, di chiara matrice mafiosa. A Roma, però, alcuni ambienti politi­ci sono preoccupati che l’indagine possa svelare com­plicità di personaggi vicini al governo, e così vengono prodotte prove false per scagionare i colpevoli e indirizzare le indagini verso il delitto passionale. Il capitano Bellodi, mandato nel frattempo in licenza, apprende dai giornali che la sua ricostruzione dei fat­ti è stata smontata e che quanti vi sono implicati risul­tano scagionati. Testardamente, decide di tornare in Sicilia per difendere la verità.

 Un romanzo di grande impegno etico, che Lunaria Teatro farà rivivere al Teatro Duse di Genova, da mercoledì 9 a domenica 13 aprile (repliche tutte le sere alle 20,30, la domenica alle 16) con Giovanni Costantino nel ruolo del capitano Bellodi, accompagnato sulla scena da Mario Marchi, Andrea Benfante, Alberto Carpanini, Paolo Drago, Vittorio Ristagno, Francesca Conte, Massimo Orsetti e Anna Nicora e la collaborazione di Curzio Cantamessa per la consulenza sull’Arma dei Carabinieri.

Le scene sono di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza, i costumi di Maria Angela Cerruti.

«Un impegno produttivo non indifferente, in netta controtendenza rispetto a questi tempi segnati dalla crisi e da quell’esasperata esigenza di contenimento dei costi che porta, spesso, a preferire il monologo dell’attore di grido rispetto alla messa in scena di uno spettacolo più complesso e articolato che dà lavoro non solo a molti attori ma a tutti quei meravigliosi collaboratori della regia che sono scenografi, costumisti, musicisti, tecnici – commenta la regista Daniela Ardini –. Una sfida che invece Lunaria Teatro raccoglie senza paura, consapevole della responsabilità delle compagnie nel preservare e rilanciare il teatro, arte così antica e nobile ma, purtroppo, anche esposta all’implacabile scure della spending review». Ardini ricorda che l’adattamento di questo romanzo porta avanti una scelta tematica della compagnia e della regista stessa, che ha già affrontato i grandi siciliani Vincenzo Consolo (Lunaria, Retablo e Il sorriso dell’ignoto marinaio) e Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo).

 In concomitanza con lo spettacolo al Teatro Duse, nell’ambito del progetto “Il salotto letterario della Maddalena”, giovedì 10 aprile alle 17,30 all’Altrove Teatro della Maddalena in piazzetta Cambiaso, Lunaria organizza un incontro dedicato alla figura di Leonardo Sciascia e a “Il giorno della civetta”: un excursus dei rapporti tra potere e mafia con i giornalisti Sergio Buonadonna e Franco Nicastro e video documentali dell’archivio Teche Rai, a cui seguirà un aperitivo con i prodotti dei territori confiscati alle mafie di Libera Terra, servito in collaborazione con il negozio-presidio In sciä stradda di vico Mele 12 rosso.

 

Biglietteria: tel. 010-5342200 (presso i botteghini del Teatro della Corte e del Teatro Duse).

Marco Gaviglio, cel. (+39) 349-1793476

Ufficio Stampa Lunaria Teatro – IMAGE di Ottavio Traverso

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