Il piombo e l’argento. La vera storia del partigiano Facio, di Carlo Spartaco Capogreco

Il libro racconta la drammatica storia del Comandante partigiano Dante Castellucci, un personaggio diventato una leggenda, tramandata dai compagni con l’amore e l’orgoglio di aver conosciuto un uomo straordinario. Il libro racconta la storia di questo partigiano da quando conosce la famiglia Cervi, simbolo della Resistenza, con la quale inizia la sua storia di combattente antifascista fino a quando entra a far parte della Brigata Garibaldi parmense e assume il nome di Facio, il nome di “brigante” calabrese che aveva combattuto duramente contro i Borboni e i Piemontesi. Dante Castellucci diventa comandante di una formazione della brigata “Guido Picelli” e si distingue per le capacità operative e per il carisma che suscita tra I suoi uomini che sono pronti a seguirlo e a combattere. La sua fama cresce durante la battaglia del Lago Santo, dove con soli 9 uomini, dopo circa 20 ore di lotta, vince la battaglia contro un reparto di un centinaio di tedeschi. A questo punto, Facio diventa un personaggio scomodo, ingombrante forse perché troppo popolare e troppo amato. Venne accusato di essersi appropriato di un bidone di sterline paracadutato dagli alleati inglesi e il 22 luglio 1944, dopo un processo farsa, viene giustiziato da un plotone di esecuzione formato da partigiani ad Adelano sui monti di Zeri. La condanna a morte fu decisa dal Commissario politico Antonio Cabrelli, un personaggio alquanto oscuro. Molte testimonianze affermano che il comandante Facio si trovava dall’altra parte della vallata, distante dal punto di lancio. Laura Seghettini, la giovane amata da Facio, combatterà tutta la vita insieme ai partigiani del suo battaglione per far riconoscere l’ingiustizia di quella condanna ma nonostante che la verità storica sia ormai accertata nel 1963 Facio verrà insignito della medaglia d’argento, motivata con un falso storico che giustamente l’Autore definisce un “capolavoro di ipocrisia”, perché dice la motivazione: “Scoperto dal nemico, si difendeva strenuamente; sopraffatto e avendo rifiutato di arrendersi, veniva ucciso sul posto. Esempio fulgido del più puro eroismo. Zona di Pontremoli, 22 luglio 1944“.
Ad Adelano, sul luogo dove venne fucilato Facio e dove è stato eretto un monumento in suo ricordo, tutti gli anni vecchi partigiani e giovani antifascisti si raccolgono a ricordare l’Eroe della Resistenza fucilato in modo oscuro da altri partigiani.
Un giorno qualcuno farà luce sulla mia storia “ le sue parole a Laura prima di morire.
Il libro è corredato di testimonianze importanti da Paolinio ranieni, a Gingìfranco Corradno, a Maria Cervi a laura Seghettini, Otello Sarzi, Pietro Zuccarelli, Pietro Gnecchi Giulio Mongatti, Pietro Cozzitorto.
L’Autore ha provveduto a corredare il volume di una ricca documentazione sulla vicenda.

Carlo Spartaco Capogreco docente di storia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria e Presidente della Fondazione Ferramonti. Ha svolto ricerche sul problema dell’internamento civile fascista. Ha collaborato con Einaudi al Dizionario della Resistenza, del Dizionario del fascismo e del Dizionario dell’Olocausto; Il piombo e l’argento. La vera storia del partigiano Facio, 2007; I campi del Duce. L’internamento civile nell’Italia fascista (1940-1943), 2006; Renicci. Un campo di concentramento in riva al Tevere , 2003; Ferramonti. La vita e gli uomini del più grande campo d’internamento fascista, 1987

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