Buona Pasqua anche a loro: la campagna degli amici di Paco

Per il tredicesimo anno il Fondo Amici di Paco lancia un appello contro la strage perpetrata ai danni di milioni di agnelli e capretti che per Pasqua finiscono sulle tavole degli Italiani. L’associazione è stata la prima, 13 anni fa, ad attirare l’attenzione di media e cittadini sulla strage pasquale di agnelli e capretti. Così come è stata la prima, 17 anni fa, a rendere noto il fenomeno del randagismo e a condurre importanti campagne (come quella di Natale:
Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale“, o quella estiva: “Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai“), che hanno aperto la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e indotto la nascita di moltissime associazioni impegnate a difenderli.

<<L’amore e il rispetto per gli animali sono valori in forte crescita, nella nostra società>>, dichiara Diana Lanciotti, fondatrice e presidente onorario del Fondo Amici di Paco. <<Eppure come a ogni Pasqua, in nome di un’usanza di secoli fa, che aveva una logica in quanto non esistevano alternative alla carne, anche quest’anno si ripeterà la solita strage di agnelli e capretti. Una tradizione atroce, insensata, anacronistica che, nonostante il trascorrere del tempo e l’aumentato grado di acculturazione, molti credono di dover ancora osservare. In realtà nessuno ha mai stabilito che per onorare il Signore si debbano cuocere in forno o rosolare in padella le carni tenere, delicate e INNOCENTI di tanti cuccioli di pecora e di capra. Così come, del resto, mai nessuno ha dimostrato che sia nostro diritto uccidere animali in genere per cibarcene. Non ha nessun senso far nascere dei poveri animali per sacrificarli all’altare non più della religione, ma della pura e semplice ingordigia, o della pigrizia mentale. Spesso mi sento dire, da chi scopre che non mangio carne né pesce: “Ma allora che cosa mangi? Che cosa si può far da mangiare, senza la carne?” Si tratta spesso di pigrizia mentale e di abitudinarietà. Basterebbe riflettere un po’, invece, e rendersi conto che, se solo ci sforzassimo, riusciremmo a modificare le nostre abitudini alimentari senza rimetterci in salute ma, anzi, migliorandola. Senza parlare degli aspetti etici, ambientali e sociali sui quali la scelta di non mangiare carne inciderebbe positivamente: maggior rispetto per la vita sotto qualsiasi forma, minore inquinamento e minore deforestazione causati degli allevamenti intensivi, maggior disponibilità di cereali per l’alimentazione umana, quindi maggiore possibilità di sfamare le popolazioni più povere, eccetera. Sono sicura che se i bambini mettessero in relazione il pezzo di carne che hanno nel piatto con l’animale dal quale proviene sarebbero in grado di fare delle scelte molto più consapevoli. Invece mai nessuno li spinge a questa riflessione. E così si perpetua l’ipocrisia fomentata da tante campagne pubblicitarie che vogliono far credere che portare in tavola carne o salumi sia un momento di festa, anziché la sconfitta del rapporto di rispetto e comprensione tra uomini e animali. Un rapporto che dovrebbe vedere l’uomo responsabile nei confronti delle altre creature.>>

La campagna “Buona Pasqua anche a loro“, riproposta come ogni anno dal Fondo Amici di Paco, mostra un agnellino e un capretto e riporta un
testo che induce alla riflessione: “Per festeggiare la Pasqua non c’è bisogno di sacrificare milioni di agnelli e capretti. Quest’anno, nonmetterli nel piatto! Fai che sia una buona Pasqua anche per loro. Sarà una Pasqua migliore anche per te.”

www.amicidipaco.it

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