Grotta della Madonna di Rebocco, sito di interesse nazionale ma l’amministrazione fa “orecchie da mercante”

Già dalla fine degli anni Settanta la storica grotta della Madonna di Rebocco risulta chiusa al pubblico. Il luogo, definito luogo di interesse nazionale già nel 1923 con regio decreto, poi reiterato negli anni, da allora versa in stato di abbandono. Ultimo in ordine di tempo, il Movimento 5 Stelle presentava una mozione che ne sollecitava la riapertura nel novembre del 2012; la mozione veniva approvata all’unaminità. Da allora, passati sedici mesi, a parte un sopralluogo poi riferito in quarta commissione, il nulla.

Su richiesta di Ivan Mirenda capogruppo del Movimento 5 Stelle si è riunita sull’argomento la commissione bilancio. Come si è presentata l’amministrazione all’appuntamento? Senza un verbale, senza un documento, senza  un parere legale. Riaprire costerebbe troppo (non si sa quanto, però), avviare pratiche di tutela sarebbe complicato (ma la legge dice che un bene di interesse nazionale, pubblico o privato che sia, deve essere manutenuto). Per l’amministrazione la pratica si chiudeva li.

Su sollecitazione del Movimento 5 Stelle e del presidente di commissione Marcello Delfino si decide che la pratica venga ulteriormente approfondita e che l’amministrazione presenti documentazione approfondita. Il Movimento 5 Stelle, che ha fatto presente il valore storico, culturale e devozionale del sito, nonché il potenziale turistico, non intende permettere che l’ennesimo pezzo di storia spezzina vada perso e continuerà a sostenere la riapertura di un luogo storico da troppo tempo precluso alla città.


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