Fiasella: “Il DDL Del Rio lascia dietro di sé molti interrogativi”

Nei prossimi giorni il DDL Del Rio sulle Province tornerà alla camera per il passaggio definitivo e nel caso venga confermato nella forma attuale, dal 1 gennaio 2015 le Province si trasformeranno in enti di secondo livello presieduti da uno dei sindaci del territorio eletto dai primi cittadini e dai consiglieri comunali.

Il DDL Del Rio – spiega il Commissario straordinario della Provincia della Spezia e Presidente dell’URPL Marino Fiasellalascia dietro di se molti interrogativi. Di fatto si è continuato a sbandierare il tema dell’abolizione e si è portata a casa una trasformazione che lascia alle Province le medesime funzioni ma toglie ai cittadini il diritto di votarne gli organi decisionali. C’è poi un altro tema, essenziale, su cui il Governo non ha fatto la minima chiarezza: quello delle risorse, senza le quali è impensabile continuare a gestire strade, scuole, trasporto pubblico, centri per l’impiego. Si sono lasciate alle Province le medesime competenze che da qualche anno fanno fatica a gestire a causa dei tagli esagerati sbandierando risparmi non comprovati. Persino il risparmio sulle mancate elezioni è ridimensionato dal fatto che se si fosse votato per le Province lo si sarebbe fatto nello stesso giorno delle elezioni europee per cui, di fatto, si è risparmiato solo la stampa delle schede elettorali ma rinunciato ad una consultazione democratica. Al di la della forma con cui si costituiranno le nuove Province, affatto svuotate di competenze, rimane come dicevo il tema delle risorse. Senza soldi non si daranno la risposte che i cittadini meritano di avere e, fatto gravissimo, non le avranno neppure i lavoratori precari dell’Ente che, non solo alla Spezia ma in tutta Italia, rischiano di rimanere a casa. In questi anni, a causa del blocco delle assunzioni e degli ingenti tagli, siamo stati costretti a ricorrere a contratti a termine per garantire lo svolgimento delle nostre funzioni. Oggi lo Stato, come sottolineato dai sindacati, si mostra miope rispetto a quello che può diventare un dramma sociale. Questo Paese non ha bisogno di altri disoccupati ma ha anzi il dovere di farsi carico e rispettare il lavoro di moltissimi precari che vivono momenti di grande preoccupazione. Ringrazio a questo proposito il Sen. Caleo che si sta occupando della questione nella giusta direzione, quella che, attraverso la proroga dei contratti in essere, consentirebbe il percorso di stabilizzazione nel nuovo ente che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2015. Ricordo che i precari stanno svolgendo funzioni fondamentali in molte Province italiane, in servizi essenziali come i centri per l’impiego, la formazione professionale o la difesa del suolo. E lo stanno facendo in territori in difficoltà, colpiti da catastrofi come terremoti o alluvioni. Come può un Paese civile dimenticarsi di loro?

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