La testardaggine di Renzi, di Mario Bonelli

Renzinon fa nulla” per mettere in moto la “domanda globale”, ma si perde in riforme, che sono sì importanti, (riforma del Senato, riforma del titolo V della costituzione, Italicum, i vari tagli tra cui le Province); ma non coglie l’aspetto più importante di cui l’Italia ha bisogno, cioè la crescita Vera.

Parlare del contratto a termine fino a 36 mesi o del nuovo apprendistato ha un senso se poni le condizioni per assumere i milioni di giovani disoccupati e gli altri senza lavoro, e certamente la via non è quella delle riforme sopra indicate, (giuste le critiche della Camusso). Altro errore, parlare di privatizzazioni in questo momento, è soltanto una concessione al pensiero dominante che ha distrutto la crescita del nostro paese.

Il prodotto interno lordo e l’occupazione dipendono dalla domanda; per aumentarli occorrerà incrementare la domanda dell’intera nazione, che si configura in “consumi+ investimenti +spesa governativa +esportazioni“. E’ noto, che un modo per aumentare i consumi, è diminuire le tasse, cosicché i cittadini abbiano più reddito disponibile, certamente una delle tante operazioni controcorrente, è stato l’aumento dell’Iva di un punto.

E’ lo Stato, in questo particolare periodo di crisi, che deve fare ciò che le imprese private non riescono a fare, queste, purtroppo, sono state falcidiate da politiche errate (burocrazia asfissiante, tassazione alle stelle, politiche del lavoro errate, riforma Fornero ecc.), sia per la mancanza di fido da parte delle banche.

In particolare, l’antidoto alla crisi è lo Stato, che propone investimenti pubblici: assetto del territorio, energie verdi, ecc.ecc.,tutti questi lavori pubblici non solo aumenterebbero la domanda, ma occuperebbero centinaia di migliaia o milioni di persone, queste persone si ritroverebbero un reddito che prima non avevano e che spenderebbero in alimenti vestiti divertimenti ecc. Ciò stimolerebbe la domanda di beni di consumo stimolando il commercio, a loro volta i produttori di beni di consumo, dovrebbero fare fronte alla domanda crescente, questo meccanismo si chiama, moltiplicatore. Cioè è lo Stato che si occupa di ciò che il privato non ha convenienza a produrre, monitorando costantemente la situazione economica, non solo agendo sulla tassazione, ma anche avendo sempre pronto un piano di Investimenti pubblici al fine di riequilibrare il sistema economico tramite l’iniezione di domanda. La storia ci insegna che le aziende di Stato e le partecipazioni pubbliche hanno svolto in particolari periodi della nostra storia, un ruolo di indirizzo degli Investimenti compresi quelli privati, aiutando la crescita. Questa politica di spesa pubblica innalzerebbe il nostro debito pubblico già alto a dismisura, e in una ottica di tagli alla spesa potrebbe apparire inattuale. Ma è anche impossibile pensare di riuscire a pagare un debito se si è poveri. Solo se il proprio reddito aumenta si sarà in grado di onorare gli impegni. Pertanto sono deludenti le affermazioni di Renzi, fatte dopo gli incontri di Bruxelles: rispettare le politiche di austerità europee, di cui il 3% e il fiscal compact.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia

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