E chi se la ricorda… Spèza? Un libro di Marcello Delfino per le Edizioni Giacché

Marcello Delfino, trent’anni di lavoro in Banca, una vita dedicata alla politica e allo Spezia calcio, nel suo primo libro, edito da Edizioni Giacché e con la prefazione di Dario Vergassola, ci racconta la spezzinità. Lo spezzino vive di ironia feroce, di battute pungenti, che “smontano” discorsi lunghi e noiosi. In queste pagine ci sono i luoghi della spezzinità: lo stadio, il teatro Monteverdi, il barbiere, il Molo Italia, posti che sono noti a tutti i lettori, dove s’incontrano personaggi che tutti noi abbiamo visto, conosciuto o anche incontrato solo una volta.
Da questo libro, che si legge d’un fiato e che strappa parecchie risate esce il reale ritratto degli spezzini: diffidenti per natura, mugugnoni quanto basta, che criticano la loro città che “non offre niente“, ma che in fondo ne sono profondamente innamorati.

Spezzini che ormai hanno perso l’uso del dialetto, lo hanno imbastardito con l’italiano (anche a causa dei frequenti spostamenti per studio/lavoro) ma che lo riscoprono quando si tratta di  tirar fuori quel commento pungente, quella battuta un po’ acida o quella considerazione sussurrata che mettono fine ai discorsi degli interlocutori.

Una lettura veloce, scorrevole e piacevole, che nelle parole dell’autore, vi farà spesso fare “sì sì con la testa sorridendo“.

 

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