Piazza Verdi: Comune, nessun progetto alternativo e avanti col Vannetti-Buren.

Dopo l’accoglimento, da parte del Tar Liguria, del ricorso di Legambiente su Piazza Verdi (comunicato stampa del Comitato) la vicenda dei pini e dei portali di Buren ritorna sulle prime pagine dei giornali. A tener banco sono soprattutto, al di là degli aspetti giuridici, le osservazioni del Comitato e delle associazioni che osteggiano il progetto cosiddetto “dell’autolavaggio” sul fatto che il Comune stia procedendo con il Vannetti-Buren. Nel novembre scorso, fanno sapere il portavoce Massimo Baldino e il consulente legale del Comitato Marco Grondacci, la Soprintendenza aveva di fatto bocciato il progetto per “erronei presupposti istruttori“. I lavori sarebbero dovuti proseguire limitatamente alla realizzazione dei sottoservizi e, soprattutto, il Comune avrebbe dovuto presentare un “progetto alternativo“. Nessuna delle due condizioni poste da Genova, però, si è realizzata. Infatti la parte della Piazza interessata dai lavori sembra proprio essere predisposta  per il Vannetti-Buren e non esiste, allo stato attuale, alcun progetto alternativo, anzi il Comune appare sempre più deciso ad andare fino in fondo.

Inoltre non sono mai state rispettate le misure cautelative (per non danneggiare il filare di pini) richieste dal dottor Luigi Sani nella sua perizia. Infatti, come si legge anche nel comunicato di ieri, permangono mezzi pesanti e containers dove non dovrebbero teoricamente stare. La diffida presentata ieri intima all’Amministrazione “di procedere tempestivamente e e senza alcun indugio all’adozione delle misure necessarie alla salvaguardia e tutela del filare“, che, come ormai ampiamente dimostrato da documentazioni storiche, è vincolato e parte integrante della Piazza.

Ora, dice il Comitato, “aspettiamo di vedere se il Comune terrà conto di questa -ennesima- diffida” ed esprime “cauto ottimismo” per quanto riguarda le due decisioni che verranno fuori dalle discussioni al Tar del 10 e del 29 aprile.

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