Nuovo dizionario delle cose perdute, il libro di Francesco Guccini

Dall’idrolitina ai calendarietti profumati dei barbieri, dalle cabine telefoniche al deflettore e all’autoradio passando per i vespasiani, le osterie (quelle vere, senza la h davanti per darsi un tono) e molto altro, Guccini torna a scavare nel passato che ha vissuto in prima persona per riportarcelo intatto e pieno di sapore. Con questo suo catalogo “delle cose perdute” Guccini dà vita a un personalissimo genere letterario nel quale estro, passione storica, filologica e vena poetica trovano piena sintesi, regalandoci pagine in cui ogni oggetto suscita intorno a sé un intero mondo, sempre illuminato dalla luce di un’insuperabile ironia.

Francesco Guccini 
(Modena, 1940) ha pubblicato dalla metà degli anni Sessanta a oggi diciotto album e i libri: Cròniche Epafániche, Vacca d’un cane, Racconti d’inverno (con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi), La legge del bar e altre comiche, Vocabolario del dialetto pavanese, Cittanòva blues, Non so che viso avesse. Quasi un’autobiografia e Il dizionario delle cose perdute; e con Loriano Macchiavelli Macaronì, Questo sangue che impasta la terra, Lo Spirito e altri briganti e Malastagione. 

“Nuovo dizionario delle cose perdute” (Mondadori)

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