La donna del mese: Ilaria Alpi

Ilaria Alpi era una giornalista: nata a Roma il 24 maggio del 1961, venne uccisa a Mogadiscio esattamente 20 anni fa, il 20 marzo del 1994. Assieme all’operatore Miran Hrovatin, anche lui ammazzato, si trovava in Somalia per seguire, come inviata del TG3, la guerra civile. I due giornalisti, però, avevano scoperto di più e stavano indagando su un traffico di armi e rifiuti che coinvolgeva, con ogni probabilità, anche le istituzioni italiane e l’esercito. Pochi mesi prima (a novembre del 1993) era stato ucciso, sempre in Somalia, Vincenzo Li Causi, sottufficiale del SISMI, informatore della stessa Alpi sul traffico illecito di scorie tossiche nel paese africano.

Era domenica: la giornalista e l’operatore stavano andando verso l’albergo a bordo di una Toyota, con l’autista e la guardia del corpo; vicino all’albergo li aspettava un commando di almeno sette persone armate di  kalashnikov che fecero fuoco. Un proiettile colpì alla tempia Ilaria, una vera e propria raffica investì Miran. Nemmeno un colpo per autista e guardia del corpo, e ciò avvalora la tesi dell’esecuzione mirata. Una beffa del destino, perché solo 24 ore dopo Ilaria sarebbe rientrata in Italia. I genitori e gli amici hanno potuto solo piangerne la morte. Alla coraggiosa e sfortunata giornalista dal 1995 è intitolato un Premio, assegnato alle migliori inchieste  televisive italiane dedicate ai temi della pace e della solidarietà.

Su questo duplice omicidio per anni è calato uno spesso velo di omertà, ma ora il Governo ha annunciato che darà il via alla desecretazione dei documenti che riguardano la morte di Ilaria e Miran, nonché dei traffici illeciti di rifiuti in cui sarebbe coinvolto il nostro Paese.
Ho voluto ricordare Ilaria nel ventennale della morte e dedicarle l’appuntamento con “La donna nel mese” a marzo, alla vigilia della Giornata Nazionale dedicata alle vittime di mafia, promossa da Libera e Avviso Pubblico, perché i nomi della Alpi e di Hrovatin domani verranno letti nel lunghissimo elenco dei caduti per mano mafiosa. Un elenco che comprende anche tanti, troppi giornalisti, uccisi solo perché stavano facendo il proprio dovere.

www.premioilariaalpi.it 

www.ilariaalpi.it

www.libera.it

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