Spezia, parla “patron” Volpi

Sono passati quasi sei anni da quell’agosto del 2008 che segnò lo sbarco di Gabriele Volpi in riva al Golfo dei Poeti. Una Società da rifondare, reduce dal fallimento e iscritta al campionato di Serie D, investita dall’entusiasmo di un uomo di sport, capace di portarla per mano sino alla serie cadetta in appena appena quattro stagioni, passando per un ‘triplete’ senza precedenti nell’anno della promozione dalla Prima Divisione, dotandola di un organico di spessore, strutture adeguate, professionalità e valori importanti a tutti i livelli.

Patron Volpi, questo e’ il sesto anno allo Spezia, una società sempre più strutturata ed un’impiantistica in costante miglioramento : qual è il segreto per far bene nel mondo del calcio?
“In questi primi anni di esperienza calcistica, quello che è emerso in maniera evidente è che, per fare bene nel calcio, è fondamentale avere società ben organizzate, strutturate, forti nei vari ruoli. L’obiettivo è proprio quello di costruire allo Spezia una società con una base solida, che permetta di guardare al futuro con programmazione; esperienza e professionalità, gli assets su cui investire. Mi sento di poter dire inoltre che l’azionista Social Sports in questi anni abbia tenuto fede alle promesse fatte, non solo nell’ambito prettamente agonistico, ma anche su quello relativo agli investimenti nelle strutture, non ultime le operazioni relative all’impianto di Follo e al rifacimento del manto del ’Picco’, con altri progetti in cantiere che consentiranno una ulteriore crescita dello Spezia e dello sport cittadino. Com’è noto, né io né mio figlio possiamo esser stabilmente alla Spezia, visto che i nostri impegni lavorativi ci portano lontano dall’Italia, ma siamo consapevoli di quanto sia fondamentale avere sul territorio professionalità che, nelle varie aree aziendali, diano un contributo importante. Professionalità è sinonimo di credibilità nello sport così come nel mondo del lavoro. Poi noi a Spezia abbiamo verificato la grande passione della piazza e dei tifosi. Bellissimo!”.

Un campionato iniziato con entusiasmo e aspettative, ma, dopo la caduta di Varese ecco la decisione di cambiare, affidando la panchina a Devis Mangia, ex CT della Nazionale italiana U21 vice-campione d’Europa. Come valuta l’operato del tecnico di Cernusco sul Naviglio sino a questo momento?
“Il campionato in corso ci ha visto costretti a prendere una decisione dura, ma necessaria per dare una sferzata all‘ambiente: l’esonero di Giovanni Stroppa e l’arrivo di Devis Mangia, il quale, sin da subito, ha dimostrato le sue qualità, in campo e fuori, puntando su giovani calciatori, ovvero il futuro del calcio italiano e non solo. Un periodo di appannamento è possibile, ma non bisogna fare drammi. Bisogna avere equilibrio nelle proprie valutazioni, non bisogna esaltarsi eccessivamente nelle vittorie, ma nemmeno condannare indiscriminatamente appena i risultati faticano ad arrivare”.

Ora mister Mangia deve però fare i conti con un periodo non brillante, almeno sotto il punto di vista dei risultati “E’ proprio nei momenti in cui le cose non vanno come desiderato che tutto l’ambiente deve compattarsi, trovando la forza per riprendere a correre lungo la retta via. E’ fondamentale dare continuità ai progetti e alle idee, in società come sul campo, per rendere onore al nome dello Spezia, e mister Mangia ha la nostra piena fiducia, perché è un tecnico che esprime valori importanti, con una lunga gavetta alle spalle e che sa lavorare con i giovani, particolare fondamentale per noi, dato che abbiamo sempre come obiettivo quello di unire il valore sportivo a quello sociale, crescere i giovani all’insegna di valori sani”.

Per lei il settore giovanile è da sempre una priorità, lo dimostra la costruzione di un centro sportivo all’avanguardia come il ‘Bruno Ferdeghini’, sede dell’attività giovanile e scolastica dello Spezia Calcio. E’ soddisfatto del lavoro svolto sino a questo momento nella ‘cantera’ aquilotta?
“Il nostro settore giovanile sta facendo un ottimo lavoro, lo dimostrano non solo le classifiche dei vari campionati nei quali i nostri ragazzi si cimentano, ma soprattutto le convocazioni nelle varie nazionali giovanili ottenute dai giocatori aquilotti nell’ultimo periodo e questo ci inorgoglisce particolarmente, così come vedere 4-5 ragazzi della Primavera esser convocati in Prima Squadra, sintomo di un lavoro sui giovani efficace anche in quest’ottica”.

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