Con Eve Arnold Torino si tinge di rosa

Ci sono temi che ricorrono più e più volte nel mio lavoro. Sono stata povera e ho voluto documentare la povertà; ho perso un figlio e sono stata ossessionata dal parto; ero interessata alla politica e volevo sapere come questa condizionasse le nostre vite; sono una donna e ho voluto conoscere le donne

Palazzo Madama celebra fino al 27 aprile l’affascinante figura di Eve Arnold, documentarista e ritrattista americana, prima donna a diventare membro della celebre Magnum Photos, cooperativa di fotografi che annovera tra i suoi membri Robert Capa e Henri Cartier-Bresson.

Attraverso 83 fotografie, in bianco e nero e a colori, la retrospettiva ripercorre la carriera di questa talentuosa e prolifica fotografa, che è stata capace di spaziare tra temi diversi sempre mantenendo uno sguardo personale e attento alla società e ai suoi cambiamenti.

La fama di Eve Arnold è legata principalmente agli scatti realizzati sui set di una quarantina di film e ai ritratti dei grandi divi di Hollywood: Clark Gable, Sophia Loren, Anthony Quinn, Liz Taylor. La prima diva che immortala è la sofisticata Marlene Dietrich nel 1952, alla quale seguiranno poco dopo Marilyn Monroe, colta in attimi di dolce naturalezza,  e Joan Crawford, malinconica nel suo rincorrere la bellezza degli anni della gioventù .

Oltre alle foto per le riviste patinate, che le consentono inizialmente di mantenersi e di farsi conoscere, Eve si dedica a ritrarre personaggi politici di spicco come Margaret Thatcher e Indira Gandhi, e realizza reportage di viaggi.  Nel 1969 è in Afghanistan, tra gli anni sessanta e sessanta viaggia nel Vicino e Medio Oriente per testimoniare la diffusione dell’uso del velo tra le donne musulmane nel 1979 in Cina, nel 1984 in India.

Lo sguardo di una donna sul mondo delle donne: dalle foto realizzate durante le sfilate di moda ad Harlem alla commovente serie sui primi cinque minuti di vita di un bambino, dai ritratti delle scintillanti dive di Hollywood a quelli delle velate donne musulmane.

Uno sguardo curioso e delicato allo stesso tempo, che dimostra una profonda sensibilità ed è capace di cogliere dettagli commoventi (pochi avrebbero potuto mostrare con tanta grazia il corpo nudo della ormai cinquantenne Joan Crawford).

Delicatezza che però non significa minor determinazione rispetto ai suoi colleghi maschi. Nel 1961 infatti le viene commissionato dalla rivista ‘Life’ un racconto politico su Malcom X, leader dei musulmani neri. Il compito è gravoso: Eve è una donna, americana e bianca. Nonostante ciò riesce ad avvicinarlo e a conquistare la sua fiducia, tanto che Malcom X la scelse per documentare la lotta per i diritti civili.

Una mostra curata nei minimi particolari, quasi inaspettata, che porta al grande pubblico l’opera di una grande – ma forse sottovalutata – fotografa e donna.

 

http://www.palazzomadamatorino.it/mostra.php?id_evento=213

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