Cosa c’è realmente nei fanghi dell’area ex Ip?

Questa mattina, mentre stavamo effettuando uno dei nostri consueti giri di ricognizione dello stato di vie, piazze e altre zone della città, siamo state attirate dal “laghetto” che si è formato nell’area ex-Ip, proprio davanti al Centro Commerciale Le Terrazze, dove, a partire dal prossimo anno, dovrebbero fermarsi circhi e spettacoli viaggianti. In un primo momento abbiamo ironizzato sul fatto, prospettando un futuro con uno specchio d’acqua artificiale nel quale far divertire i bambini con la pesca sportiva. Visto da lontano, con la spianata a formare una quasi spiaggetta e le colline a fare da sfondo, effettivamente non è male.

L’area, dove teoricamente stanno lavorando, non è transennata, quindi ci siamo avvicinate e, mettendo un piede in fallo, siamo “sprofondate” nel fango: incidenti di percorso, cose che succedono anche nelle migliori redazioni. Il problema, per una di noi due, particolarmente “sensibile” ai metalli pesanti, è sorto una volta arrivata a casa, quando si è accorta della violenta reazione allergica al contatto col fango, penetrato attraverso le scarpe da ginnastica e i calzini. Ci chiediamo, quindi: cosa c’è realmente nei fanghi dell’area ex-Ip? Quanti e quali controlli sono stati fatti? Perché l’area del cantiere, dove tra l’altro si trovano ferri arrugginiti che escono dal terreno, vecchi cavi nei quali si può inciampare e fanghi in cui è facile sprofondare, non è chiusa?

E perché (ma qui si ironizza) il Comune non prende in considerazione l’idea del laghetto artificiale? Si potrebbe usare anche come alternativa al mare e alla piscina quando fa caldo… tanto è perfettamente bonificata, vero?

[vsw id=”Egu8CuJHDVE” source=”youtube” width=”425″ height=”344″ autoplay=”no”]

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.