Consiglio Comunale sui rifiuti: il discorso del sindaco fa indignare il pubblico

Urla, proteste e contestazioni sono state il filo conduttore di un Consiglio Comunale decisamente “bollente“. A gettare ulteriore benzina sul fuoco è stato il discorso del sindaco, Massimo Federici, che, anziché smorzare i toni e aprirsi al dialogo con opposizioni e cittadini, come dice spesso di voler fare, esaspera ulteriormente i toni. Il sindaco attacca tutti a testa bassa: non si può, dice, “rovinare l’onore della città rimescolando vecchie e nuove storie”, parlando dei rifiuti e dei veleni. Dice che l’Amministrazione si è mossa dopo “Presa Diretta“, ma verrebbe da rispondere che le cose venute fuori durante la trasmissione per i cittadini spezzini non erano una novità, che già si sapevano, ma nessuno ancora le aveva dette in maniera così eclatante, davanti a tutta l’Italia, in televisione.

Il buon nome della città, dicono i cittadini, non è rovinato da chi dice che a Spezia ci sono i rifiuti tossici e i veleni, ma dal degrado, dalle strade dissestate e sporche, da scuole e ospedali che cascano a pezzi, dalla collina di Pitelli sventrata da una discarica che ha inquinato anche il mare.

Auspica chiarezza, il sindaco, ma dice che “rimescolare non è fare chiarezza” e qualcuno dal pubblico gli urla che “intanto la gente muore“. Perché, chiede Federici, disconoscere ciò che è stato fatto? Perché gettare discredito? Attacca le opposizioni, afferma che non si può dar credito alle dichiarazioni del pentito Schiavone e si scaglia anche contro “questo Golfo dei veleni” riservando alla giornalista Sondra Coggio, autrice del libro e presente in aula, un’occhiataccia. Alza la voce, urla a una cittadina indignata di “vergognarsi” e non dà risposte alla cittadinanza, ma pone esclusivamente domande. Riguardo al SIN di Pitelli, dice che è un bene che sia passato alle competenze della Regione, perché lo Stato non ha fatto nulla in tema di bonifiche. Peccato però che il sindaco ometta di dire (e glielo ricordano prima il giurista Marco Grondacci, poi il consigliere Christian Bertagna) che non siano state fatte bonifiche perché il Governo tagliò i fondi: al “potere” in quel periodo c’era un Governo di centro-sinistra, di cui era sottosegretario Lorenzo Forcieri.

Dieci minuti di domande, di attacchi e di traballanti difese del proprio operato: nulla di nuovo, nessuna risposta e l’ennesima dimostrazione del poco rispetto che questo sindaco ha per i propri cittadini.

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