Premio Gutenberg, chi l’ha vinto oltre a Libriamoci

L’Associazione Italiana del libro promuove la lettura attraverso numerose iniziative. Tra queste anche l’assegnazione dei Premi Gutenberg, riconoscimenti dati a 50 manifestazioni culturali di promozione del libro, realizzate dai Comuni sul territorio nazionale.
Tra i cinquanta premiati – tra cui compare anche la manifestazione spezzina “Libriamoci”, ideata 5 anni fa da Patrizia Gallotti e Irene Giacché e nata inizialmente anch’essa come promozione dell’editoria e degli autori locali – ve ne sono alcune davvero originali su cui ci soffermiamo, che ci hanno davvero colpito:

Cassino che legge” (Comune di Cassino – Frosinone), rassegna il cui scopo è quello di promuovere la conoscenza e la diffusione di volumi di materie letterarie, scientifiche e artistiche, con particolare riguardo per le opere di autori locali; è organizzata nella Biblioteca Comunale “Pietro Malatesta” della città, con l’intento primario di promuovere in particolare le opere di autori operanti sul territorio.

Facciamo un Libro. A scuola di editoria” (Liceo Scientifico Statale “Antonio Pacinotti” di Cagliari), con un progetto realizzato assieme alla Fondazione Bellonci di Roma, che ha visto l’organizzazione presso l’aula multimediale del Liceo di seminari pomeridiani settimanali con gli studenti, incontri con gli scrittori, attività di scrittura e lettura; stesura di recensioni, la realizzazione di un booktrailer, interviste e altre diverse iniziative.

Fusioni Confusioni tra musica e letteratura” (Istituzione Biblioteche di Roma Capitale). Una kermesse d’appuntamenti con attività di promozione della lettura rivolte in particolare agli adolescenti attraverso il messaggio universale rappresentato dalla musica. Dal genere melodico al jazz, dal canto popolare alla musica degli anni ’60, dal rock duro alla musica leggera, alla ricerca del corpo musicale che si fa scrittura e viceversa. Si sono organizzate: conversazioni con scrittori e musicisti, un workshop per adolescenti, una tavola rotonda, un recital per voce e contrabbasso. Al progetto hanno partecipato dieci biblioteche del sistema delle Biblioteche di Roma Capitale, sparse tra il centro e la periferia.

“La pagina che non c’era” (Istituto Superiore Pitagora di Pozzuoli – Napoli). Festival. L’iniziativa si è articolata in quattro fasi: la prima consiste nella lettura dei libri scelti dal comitato organizzativo, la seconda nell’incontro con gli scrittori, la terza nella stesura della pagina che non c’era, un esercizio di scrittura creativa, un pastiche con il quale i ragazzi diventano autori. Infine le migliori pagine, scelte da una giuria in cui l’ultima parola spetta agli scrittori, vengono premiate naturalmente con tanti libri. L’ospitalità degli iscritti di altre regioni è in parte gestita dall’Istituto “Pitagora” e dalle famiglie dei suoi alunni, che accolgono nelle loro case i ragazzi partecipanti. Un gioco, dunque, che favorisce anche il confronto e l’aggregazione fra studenti provenienti da tutta Italia.

“La luna nel lago. Notte bianca della Poesia” (Circolo Letterario Bel-Ami di Roma). L’iniziativa – realizzata a Nettuno (Roma) – è finalizzata a valorizzare la poesia non solo nella sua accezione più letterale ma a 360 gradi con esibizioni musicali, teatrali e ovviamente reading di poesia. Durante la manifestazione, sono presenti spazi riservati alle realtà indipendenti connesse con la poesia (poeti, pittori, associazioni culturali, circoli letterari) che vogliano farsi conoscere dal pubblico. La Notte Bianca della Poesia, dopo il successo della prima edizione, torna quindi per valorizzare i talenti artistici del mondo indipendente. Sul palco del Teatro Tenda del Laghetto Granieri, dal tramonto all’alba, si susseguono poeti, scrittori, attori, ballerini, registi, musicisti, cantanti, acrobati, pittori, fotografi che offrono al pubblico la propria produzione artistica e culturale.

“Libri incatenati” (Casa editrice Liberodiscrivere). Il progetto viene proposto ai Comuni italiani. Alcuni libri vengono incatenati a panchine, colonne, belvedere, ambienti di interesse artistico, storico, sociale e paesaggistico aperti al pubblico, restando disponibili e in libera lettura per passanti, visitatori e turisti. I “Libri incatenati” vengono fotografati e messi in rete, diventando veicolo di promozione del Comune ospitante. La catena indica unione, insieme di elementi, restituisce al libro il principio di un oggetto prezioso trasformandolo in elemento di attrazione per i passanti. L’idea che il libro – qualcosa di estremamente prezioso – può essere incatenato e reso disponibile alla lettura è una pratica che risale al XV secolo.

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