Al Favaro in ricordo di Alda Bruni

Domani, sabato 8 marzo alla 16 presso la Sala Avis delFavaro, via Caselli 19, sarà ricordata la figura di Alda Bruni. Il Sindaco della Spezia Massimo Federici e Bruno Montefiori, già Sindaco della Spezia, ne ricordano la figura.

“Alda, fiorentina, è arrivata alla Spezia nel 1962/63 quando l’Assessorato all’Assistenza era affidato a Cesare Godano, che ne aveva progettato la trasformazione da polo per l’aiuto ai poveri ad agenzia per la promozione sociale.

I centri estivi di vacanza per tutti i bambini e i centri sociali di quartiere   erano i punti di forza e di iniziativa della nuova impostazione.

Ad Alda, che aveva lavorato nei progetti di Comunità di Adriano Olivetti ad Ivrea e negli interventi sociali sugli insediamenti di nuova costruzione dell’ISES (già UNRRACaSAS) (era uno dei tre enti di edilizia sciale di quel periodo), fu affidato il primo dei tre centri sociali previsti: quello del Favaro. Doveva promuovere servizi per la Comunità e insieme, seguire lo sviluppo e curare la qualità delle colonie estive e dei centri giornalieri per l’infanzia.

Questi mestieri possono essere svolti in tanti modi, Alda ci mise la necessaria competenza ma sempre arricchita di passione e dedizione. Sia la gente che abitavaal Favaro in quegli anni, che le (allora) giovani insegnanti  delle colonie e dei centri giornalieri, la ricordano attiva, presente, sempre disponibile e voglio aggiungere, sempre schierata   con chi appariva più debole e bisognoso di sostegno.

Aveva intrinsecamente il bisogno di giustizia sociale e spesso lo manifestava con intransigenza e piglio protestatario, frutto della sua formazione di cattolica che aveva nella maturità, sposato il comunismo, e capitava, che il PCI dell’epoca su certe questioni le sembrava un po’ di destra.

Il suo centro sociale comunale del Favaro e, successivamente, quelli di Melara e diRebocco erano nati come sedi di partecipazione e di consapevolezza sociale.

Al loro interno funzionavano piccole biblioteche, servizi di dopo scuola, corsi di formazione per gli adulti, si organizzavano conferenze, cine-club, mostre di pittura e di fotografia e quant’altro si valutava che fosse utile alle comunità di riferimento.

La direzione dei centri sociali era affidata alla partecipazione popolare, attraverso organi di gestione eletti nelle assemblee dei cittadini.

E furono quelli i prodromi dei Consigli di Quartiere che si diffusero, poi, a macchia d’olio nell’intera città.

Furono anche l’epicentro di importanti battaglie a difesa della salute e dei diritti dei cittadini, da quelle contro l’inquinamento dell’Enel a quelle riguardanti la gestione del territorio.

Con il mutare dei tempi i Centri Sociali, le colonie estive, i servizi di base per l’infanzia persero di incisività o cambiarono natura.

Ed Alda percepì di doversi impegnare in un nuovo settore di valore strategico per la società. Con la spinta di Sergio Fregoso, sostenuto da antichi sodali come GianniIannelli, si istituì nella nostra città il Centro della Comunicazione, per lo studio di tutte le forme di comunicazione verbali e non verbali. Alda ne assunse la responsabilità organizzativa, ne favorì il dispiegarsi nei vari settori e, insieme, lo fece diventare un’occasione di formazione per non pochi giovani. Il suo Centro della Comunicazione è diventato gli Archivi Sergio Fregoso del Dialma Ruggiero.”

 

In copertina: Alda Bruni fotografata da Sergio Fregoso

 

 

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