Risposta di Marco Grondacci (giurista ambientale) a Roberto Bertonati su Piazza Verdi

In riferimento alla lettera vorrei fare alcune precisazioni:

Il signor Bertonati  afferma di “sonore bocciature ricevute in tema di VIA, di tutela paesaggistica,” . La VIA non si applica al progetto in esame  e neppure il vincolo paesaggistico, c’è invece un vincolo storico architettonico prima ex lege (articolo 12 Codice Beni Culturali) ed ora sostanziale sulla base di una procedura di verifica svolta di ufficio dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali con il supporto della Soprintendenza per i Beni Architettonici.

Il signor Bertonati afferma: “quel Regolamento del Ministero dei Beni culturali che, ai sensi del 2° comma dello stesso art. 12, avrebbe dovuto individuare “gli indirizzi di carattere generale al fine di assicurare uniformità di valutazioni” Il regolamento esiste da tempo ed è il Decreto Ministeriale 6/2/2004 integrato dal Decreto Ministeriale 28/2/2005.

 Il Signor Bertonati afferma: “passi ancora il cantare vittoria di fronte ad una decisione ripensata – a seguito di carte bollate ed esposti – da parte della Sovrintendenza il cui operato, atti alla mano, non è certo esemplare per coerenza, uniformità e rigore”. La decisione è stata tradotta in un decreto della Soprintendenza frutto di una istruttoria a cui ha partecipato la stessa Amministrazione Comunale, istruttoria rispettosa della legge vigente e frutto delle carenze istruttorie, prodotte dalla incompleta ed errata documentazione portata dal Comune che aveva indotto la Soprintendenza ad autorizzazione il progetto lo scorso novembre 2012

 Il Signor Bertonati afferma: “passi il cantare vittoria di fronte a possibili finanziamenti persi,”. I finanziamenti non si perdono basterebbe conoscere i regolamenti sui fondi strutturali e le norme regionali liguri che li attuano. Si possono fare varianti in corso d’opera. Peraltro il cantiere ha continuato a lavorare sulla parti laterali.

 Il Signor Bertonati cita : “il decreto di archiviazione degli esposti presentati alla Procura del Tribunale della Spezia.”  In realtà le inchieste aperte in Procura erano due: una è stata archiviata quella relativa a più esposti. La motivazione fondante della archiviazione è stata fondata solo sulla carenza di legittimazione, secondo la Procura poi suffragata dal GIP, degli esponenti.  Non solo ma l’archiviazione ha rimosso le conclusioni della procedura di verifica della Direzione Regionale per i Beni Culturali come pure il decreto di revoca della Soprintendenza della autorizzazione del novembre 2012. La seconda inchiesta, invece  è tutt’ora aperta e vedremo come verrà conclusa.

Concludendo il Signor Bertonati intanto dovrebbe studiare più attentamente la normativa sul beni culturali che dimostra di non conoscere, quanto alla disinformazione, le notizie della archiviazione sono uscite sia sulla testata LaSpeziaoggi che su ogni testata cartacea o su web presente nella provincia di Spezia; forse il Signor Bertonati quando parla di  disinformazione si riferisce alla sua confusione sul merito della vicenda amministrativa di cui stiamo scrivendo e soprattutto alla sua rimozione, per esempio che il Comune ha rinunciato alla sospensiva di fronte al TAR, che una inchiesta penale è ancora in corso, che per ora le uniche ragioni legali si sono dimostrate a favore del comitato per piazza verdi e della associazioni ambientaliste.

 Il 29 aprile il TAR deciderà nel merito, allora vedremo anche da che parte sta la ragione legale, per ora evitiamo di scrivere sciocchezze giuridiche e avanzare accuse di disinformazione che potrebbero tranquillamente essere rispedite al mittente come sopra dimostrato.

 

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