Assemblea regionale PD, il delegato urlò: “Se non siete capaci, andate a casa!”

Giornata di fuoco ieri per i neocomponenti nell’assemblea regionale Pd che dovevano eleggere il nuovo segretario.  Alla fine l’ha spuntata Giovanni Lunardon, il più votato nei quattro capoluoghi, contro il sarzanese Cavarra, il più votato a Sarzana (con percentuali di affluenza davvero sopra la media) e nell’imperiese. Il risultato non era scontato, però, ed è arrivato dopo sospetti di brogli, segnalazioni di anomalie e strani personaggi di centro-destra scopertisi improvvisamente elettori Pd, nonché ed al termine di una infinita (ed estenuante) settimana di trattative e pressioni su questo e quello per cercare di spostare persone e voti sul candidato sarzanese.
Grande regista dell’ “operazione Cavarra”, il presidente neorenziano Burlando e la sua “delfinaRaffaella Paita, che il presidente uscente cercherebbe di imporre come nome per la sua successione. Così quello che ha preso il nome di “partito della Regione” si è schierato ventre a terra un po’ troppo dalla parte di Cavarra, dando l’impressione della necessità di avere nelle mani la gestione di un partito, finendo per suscitare anche qualche protesta in ambito istituzionale. Tra gli altri quella del Vicesindaco di Genova Bernini che ha rilevato l’anomalia dell’impegno eccessivo di un ente rispetto ad un candidato, impegno che dà l’impressione che le istituzioni abbiano necessità di avere nelle mani anche la gestione di un partito, mentre il partito deve essere strumento capace di proporsi autonomamente e figure istituzionali come quella del Presidente della Regione devono mantenere il dovuto distacco ( video ).

Non solo. Nella mischia i “cavarrian-burlandian-renziani” hanno trascinato con sé anche altri volti delle istituzioni spezzine, vari sindaci e assessori – tra cui il Sindaco di Spezia – i due presidenti dei porti spezzino e genovese, Forcieri e Merlo – oggi tornati amici per l’occasione – e tanti altri.
Al seguito di Cavarra anche tanti componenenti della giunta regionale (tutti meno una: Renata Briano dell’ambiente), personaggi dell’UDC e persino di FI. Un altro esterno al Pd è l’assessore del PDCI Vesco, di cui si dice che avrebbe barattato il suo appoggio alla “delfina” di Burlando in cambio del via libera alla candidatura come Sindaco di Arcola eludendo le primarie.  Bravi nell’aggregare i nomi “che contano” i piddini di casa nostra, ma meno nel convincere l’assemblea dei delegati della base Pd ligure che, ad un certo punto, all’ennesimo rinvio chiesto da Cavarra, sbotta e fischia sonoramente sarzanesi e spezzini, con il povero Cavarra e la sua “pigmalionaPaita in testa. Nella confusione generale si distingue la voce di Caratozzolo, un delegato di Pra, che urla: “Basta! Se non siete capaci, andatevene a casa!”.
Il Federici-Paita-style non è dunque esportabile fuori dalla nostra Provincia?
Per il momento sembrerebbe di no.

Certo la situazione è abbastanza umiliante, e vedere le nostre autorità Paita, Merlo, Federici, Cavarra, ecc. fischiate dalla gente dell’assemblea regionale del loro stesso partito… fa un po’ vergognare… (dal minuto 2, terzo video dall’alto a questo indirizzo www.ilsecoloxix.it)
Alla fine l’assemblea elegge Lunardon, che recupera voti anche tra i burlandiani, (il neo segretario si era dichiarato contrario alla nomina “dall’alto” del futuro presidente della Regione.)

E adesso? La strada per la Regione per i neorenziani di casa nostra, Paita e Federici in testa, si presenta un po’ meno in discesa.
Quanto allo stile, beh, se questo è il “cambio di verso”…

Gaia Canta

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