Monte Montada: frana messa in sicurezza, ma la battaglia legale continua

Ora è tutto nelle mani della Procura” afferma Jacopo Tinti, geologo incaricato di sorvegliare lo stato del sito di “stoccaggio temporaneo prolungato” di Monte Montada (prima tappa della visita dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle),  sulla collina dei veleni (la storia). Continua, quindi, la battaglia legale tra il proprietario del terreno su cui sorge la “discarica” e il Comune, che non ha mai pagato né per i controlli di routine (affidati all’Acam) né per la messa in sicurezza del territorio. Un muro conto muro, secondo Tinti, che non giova a nessuno. Intanto a Monte Montada è tutto fermo e sta andando sempre più in rovina. I lavori per mettere in sicurezza la frana (a carico del proprietario) sono terminati e, nonostante le forti piogge di queste ultime settimane, non si sono più presentati problemi.

Ora dalla collina scende un rivolo d’acqua dall’aspetto poco rassicurante: il dottor Tinti ha chiesto all’Arpal di controllarla ed è in attesa degli esiti dei controlli: se fosse solo acqua piovana non ci sarebbe da preoccuparsi, ma se il liquido contenesse ammoniaca o altre sostanze potenzialmente nocive, si potrebbe aprire un nuovo capitolo nella estenuante battaglia legale. La “Montada s.r.l.” potrebbe anche dichiarare fallimento: ma a quel punto chi si occuperebbe di questo territorio? Chi pagherebbe? Perché lasciar andare in rovina un territorio, in mezzo al verde, in cui si potrebbe realmente fare qualcosa?

Le questioni legali sono lunghe e complesse, nel nostro Paese, e spesso incomprensibili. L’unica certezza è che di Monte Montada non si sta facendo nulla e non si capisce perché.

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