Presentiamo la nuova collaboratrice di Laspeziaoggi: ELENA SETTIMINI, tra arte, viaggi e musei.

Elena Settimini nasce a Torino il 27 agosto 1983. Fin da piccola capisce alcune cose che diventeranno fondamentali nella sua vita: detesta i numeri e la matematica, ama cucinare dolci e guardare le partite di rugby (anche se qualcuno si ostina a portarla a lezioni di danza classica), è affascinata dalle lingue straniere, ma soprattutto adora disegnare.

Dopo il liceo linguistico, si iscrive a Scienze dei Beni Culturali all’Università di Torino. Decide di partecipare al progetto Erasmus, in modo da unire la passione per le lingue straniere a quella per l’arte, e studia per un anno a Lione.

Tornata a Torino si specializza in museologia, interessandosi particolarmente al ruolo educativo e sociale dei musei. Grazie all’interesse della Direttrice del Museo Civico di Arte Antica, che è stata anche sua relatrice per la tesi specialistica, Elena affianca la responsabile dei servizi educativi nell’organizzazione delle attività per i 150 anni dell’unità d’Italia. Ormai ha capito che il suo destino è inesorabilmente legato al mondo dei musei.

Nel 2013 decide di realizzare il suo sogno nel cassetto e parte per l’Inghilterra, dove segue un Master in Museum Studies alla University of Leicester. La campagna inglese però le sta un pochino stretta, così si trasferisce a Londra dove collabora con la compagnia di designer Metaphor. Quest’esperienza le insegna molto ed è affascinata dalle tecniche narrative e teatrali che vengono usate nei musei d’Oltremanica. Le sono sempre piaciuti i musei ‘vivi’, dove i bambini (ma anche gli adulti) possono scoprire l’arte in maniera gioiosa. Dopo svariati afternoon tea, passeggiate a Kensington Park, corse per non perdere la tube inizia però a sentire la mancanza delle sue montagne e decide di ritornare in patria. La scelta lascia perplessi quasi tutti. Perché tornare quando tutti i nostri ‘cervelli’ fuggono?

La risposta, almeno per lei, è semplice: perché è innamorata dell’Italia, dei suoi tesori artistici e proprio non ci sta a guardare con le mani in mano la cultura sgretolarsi (e purtroppo in questo periodo non si tratta solo di una metafora). Forse ci vorrà tempo, ma la sua missione è chiara: far rinascere nelle nuove generazioni la consapevolezza che l’arte non è un divertissement per pochi, bensì la base della nostra identità.

 

 

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