Forcieri interviene sulle questioni ambientali relative alla zona portuale

Ho sempre sostenuto, e sostengo, che ogni azione illecita compiuta a danno del nostro territorio e della nostra salute debba essere accertata e sanzionata con la massima severità e che ogni azione di risanamento, bonifica e ripristino di condizioni naturali debba essere intrapresa e portata avanti con decisione. 

Non ricordo esattamente in quali periodi e chi, a livello comunale, provinciale, regionale, abbia autorizzato la realizzazione della discarica di Pitelli, ma non ho difficoltà a dire che per me è stato un grave errore, una ferita per il nostro territorio. Credo però sia anche giusto ricordare che La Spezia è stata, nel suo recente passato, una provincia con presenze di attività industriali particolarmente pesanti ed impattanti site praticamente in città e in aree limitrofe. Ne cito alcune: una fabbrica di piombo; una raffineria di petrolio; fonderie; diversi cantieri di demolizioni navali; una centrale elettrica a carbone che è ancora in funzione, e poi fabbriche di piastrelle, di laterizi, ecc.
Tutte queste attività, se da una parte hanno consentito lo sviluppo della nostra provincia e il sostentamento per le tante famiglie che in essa hanno scelto di vivere, dall’altra hanno sicuramente provocato danni al territorio e alla salute dei lavoratori e dei cittadini di allora, provocando altissime percentuali di malattie professionali (in particolare silicosi ed asbestosi) e di casi di tumori, come il mesotelioma pleurico, legato alla presenza di amianto, il cui uso al tempo era consentito e diffuso! A difesa dei lavoratori colpiti da queste patologie mi sono battuto in Parlamento, ottenendo anche importanti risultati che molti ricordano ancora oggi.

In ogni caso, tutte queste attività oggi non esistono più, ad eccezione della centrale, che peraltro è stata interessata a vari processi di ambientalizzazione. Nonostante l’assenza di finanziamenti allo scopo, è stata avviata una grande opera di risanamento delle aree più colpite, che sono state individuate e caratterizzate, messe in sicurezza e in parte bonificate. In particolare l’AP sta utilizzando anche per la bonifica i fondi del ministero infrastrutture (legge 166/2002) e risorse proprie per realizzarsi i progetti di bonifica/dragaggio approvati da decreti interministeriali Ambiente, Sanità e Sviluppo economico. Allo scopo sono già stati impegnati oltre 80 milioni di euro.
Ma quello che qui voglio sottolineare è l’importante processo di trasformazione e riconversione del territorio verso attività industriali pulite, ad alto contenuto tecnologico e legate all’economia del mare, come porto, cantieri, nautica e, soprattutto, verso il turismo, con l’obiettivo di riqualificare e valorizzare il territorio e il suo grande patrimonio storico, culturale, ambientale e paesaggistico. Questo grande processo di cambiamento merita di essere riconosciuto o no? Possiamo guardare alla meravigliosa luce che nelle belle giornate sprigiona dal nostro Golfo, al verde delle sue colline, al blu del suo splendido mare, alle rocce, ai castelli, alle case colorate dei suoi borghi…o dobbiamo rimanere ancorati al buio del passato, ai buchi neri delle vecchie discariche, o delle sentine dove lavoravano i “picchettini”, o ai fumi neri, alle polveri e ai veleni delle vecchie fabbriche che non esistono più?
Non possiamo sapere se dieci, venti, trent’anni fa, nel corso dello smaltimento dei rifiuti o nella realizzazione di opere pubbliche, siano stati commessi reati che ancora oggi non si è riusciti ad accertare. Lo si faccia, si indaghi ancora, soprattutto si verifichi ulteriormente se queste attività criminose possano ancora produrre danni. Finora ogni verifica si è rivelata negativa: dal 2011 ad oggi, ad es., sono stati effettuati 34.700 controlli sulla radioattività che hanno interessato una superficie pari a circa l’80% del porto e in nessun caso si sono riscontrati superamenti dei limiti di legge.
Personalmente ho dato precise disposizioni per ulteriori accertamenti che inizieranno già da oggi, utilizzando le migliori apparecchiature e tecnologie esistenti. Ogni dato disponibile verrà pubblicato sul sito dell’AP e su quelli ad esso collegati, e potrà essere consultato da tutti. Se emergeranno illegalità si dovranno sanzionare severamente i responsabili, ma se fossero confermati i dati attuali, se ne prenda finalmente atto. Non si resti prigionieri di oscure trame, di fumosi intrighi, ma piuttosto si cerchi di guardare tutti verso la luce di un territorio splendido, cercando di valorizzarne le straordinarie bellezze. Ogni attività umana, che deve essere gestita sempre nel rispetto delle leggi, ha sempre un impatto sull’ambiente. Ma oggi esistono certamente maggiori garanzie affinché detto impatto possa essere accettabile e non pericoloso per la salute, sia a breve che a lungo termine.

(Lorenzo Forcieri, Presidente dell’Autorità Portuale)


 

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