Sull’operato del direttore della ASL Gianfranco Conzi, una lettera di Giovanni Foti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giovanni Foti, volontario presso il Tribunale del Malato di La Spezia.

“Egregi giornalisti e lettori, desidero informarvi sulla mia personale esperienza nei rapporti con la nostra Azienda Sanitaria diretta dal dottor Gianfranco Conzi. Sono passati ormai sette anni da quando il dottor Conzi è stato incaricato a dirigere la nostra Azienda Sanitaria. È noto a tutti i cittadini che in questi sette anni c’è stato una progressiva riduzione dell’offerta delle cure sanitarie e un prolungamento delle liste di attesa:

• Sono stati ridotti i posti letto ospedalieri ben al di sotto del limite fissato dalla conferenza stato-regioni.

• È stata ridotta la forza di tutto il personale sanitario.

• Sono state eliminate indiscriminatamente tutte le prestazioni non previste nel Decreto del 29 novembre 2001 sui livelli essenziali di assistenza.

• Sono state ridotti i posti letto nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, con conseguente difficoltà di ricovero degli anziani dimessi dai reparti ospedalieri che necessitano di ulteriori cure.

• Sono state ridotte le convenzioni con i privati per prestazioni strumentali, per cui non sono rispettati i tempi previsti nel Programma Attuativo Aziendale del Decreto della Giunta Regionale 545 del 2011 e si deve attendere per una prestazione anche 11 mesi.

Questa riduzione dell’offerta sanitaria è stata causata da una riduzione progressiva dei finanziamenti. Prima degli anni di maggior rigore, la Giunta regionale 2005 – 2010, per fare rientrare il deficit delle spese sanitarie senza aumentare IRAP e addizionale IRPEF, ha ridotto i finanziamenti. Successivamente le varie spending reviews dei governi centrali hanno assottigliato progressivamente le già scarse risorse per la sanità. Se a onor del vero bisogna tenere conto di questi fatti, non si può tacere che in Liguria il dottor Conzi è stato più solerte degli altri Direttori generali col beneplacito della Conferenza dei Sindaci.

Tuttavia è poco noto ai giornalisti ed ai lettori che il dottor Conzi in questi anni ha inciso negativamente sulla tutela dei pazienti, un argomento che non necessita di risorse finanziarie. Già dagli anni novanta sono state emanate norme di legge per la tutela dei pazienti istituendo l’Ufficio relazioni con il pubblico, la Commissione mista conciliativa, i Comitati misti consultivi, la Carta dei servizi, l’attività all’interno delle strutture sanitarie degli organismi di volontariato e di tutela dei diritti e gli accordi che stabiliscono le modalità di collaborazione, la Conferenza annuale dei servizi per verificare l’andamento dei servizi in relazione agli indicatori di qualità, i reclami da presentarsi da parte dell’interessato o degli organismi di tutela dei diritti al direttore generale. In questo campo il dottor Conzi ha dato l’impressione di voler evitare paternalisticamente tutte queste forme di tutela del paziente o comunque neutralizzarle, con impedimenti burocratici o con riduzione del personale incaricato:

• A più riprese, agitando la legge sulla privacy, ha introdotto complicazioni burocratiche alla presentazione di reclami.

• Nonostante questi ostacoli, ha ritardato anche di anni la risposta ai reclami e l’eventuale discussione nella Commissione mista conciliativa.

• Per questi ritardi ha avuto una reprimenda da parte del Difensore Civico Regionale.

• Ha ridotto a una sola impiegata l’Ufficio per le relazioni con il pubblico. Per giunta questa impiegata è stata posta alle dipendenze di un dirigente che si occupa, oltre che di Relazioni con il pubblico, di Attività Amministrative del Presidio Ospedaliero e del Dipartimento Cure Primarie ed Attività Distrettuali, del Centro Unico di Prenotazione, del Provveditorato e dell’Economato.

• Ha introdotto un regolamento per burocratizzare il Comitato misto consultivo e per evitare i contatti con le singole associazioni di volontariato e di tutela.

• Fa partecipare alle riunioni del Comitato misto consultivo dirigenti senza incarichi sanitari e riduce le riunioni del Comitato al minimo.

• Non ha mai indetto una Conferenza dei servizi.

Dopo tutto quanto descritto, recentemente il dottor Conzi ha cercato di eludere una indagine su “La valutazione della qualità delle strutture ospedaliere secondo la prospettiva del cittadino” promossa dalla Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali insieme a Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato e finanziata dal Ministero della Salute. Quando poi ha deciso di partecipare, non ha ritenuto opportuno coinvolgere il vice segretario ligure e coordinatore locale di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, che da decenni si occupa della tutela dei pazienti, ma si è rivolto a un rappresentante della Confederazione dei centri liguri per la tutela del malato, che s’interessa della tutela degli ammalati da due anni. Questa scelta rappresenta una sottile foglia di fico per coprire il disinteresse mostrato finora dal dottor Conzi nella tutela degli ammalati”.

Cordiali saluti

Giovanni Foti

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