PRC La Spezia: “Una trasmissione ha acceso la coscienza? Bene, si vada fino in fondo”

Siamo lieti che la puntata di Presadiretta, “L’Italia dei fuochi“, abbia smosso l’attenzione del ministro Orlando, del sindaco Federici, addirittura del presidente dell’autorità portuale attuale (Forcieri) e passata (Bucchioni). La domanda che sorge spontanea è “ma dov’erano fino ad oggi?“. Tuttavia tale sensibilità non l’abbiamo colta in questi anni, quando denunciavamo con la Casa della Legalità, con il Forum Ambientalista, con i comitati di RossoCetraro, le vicende delle navi dei veleni.
Siamo pragmatici, perciò ben venga ogni risveglio, seppur tardivo, anche perché in certi casi occorre ricordare che fino a pochi mesi fa, il sindaco Federici, commentava con una nota ufficiale la declassificazione dell’area di Pitelli da sito di interesse nazionale a regionale come “notizia di straordinaria importanza” gioendo per questo e dichiarando che ora “siamo finalmente una città normale” (www.comune.laspezia.it)
Un modo assai curioso per un sindaco di definire una città normale, dove all’interno del proprio territorio esiste uno stupro con chissà quali veleni, che taluni hanno sempre voluto utilizzare ancora oggi come discarica di servizio. Ma quando Rifondazione comunista faceva le barricate su queste proposte scellerate c’è chi ha strumentalizzato vergognosamente i lavoratori di Acam.
Auspichiamo che le indagini annunciate dal ministro Orlando e auspicate dai presidenti dell’AP vengano fatte al più presto e con totale trasparenza, se non altro perché, è bene ricordarlo, il porto spezzino andrà in mano ad un unico terminalista monopolista, una condizione davvero strana e che non fa presagire condizioni di trasparenza. Siamo poi certi che la questione sollevata dalle dichiarazioni di Schiavone terminino con il porto e Pitelli? In tutta la provincia ci sono disseminate discariche, come emerso dalle rive del Magra o nella vallata del Vara, senza contare i sistemi di cave nelle colline, che andrebbero monitorate e severamente verificate. Poi c’è il mare. In tal senso auspichiamo che il consiglio comunale straordinario richiesto da Simona Cossu, nostra capogruppo, non sia una passerella di dichiarazioni buoniste, ma il momento di un confronto serio e costruttivo, ossia di assunzione di impegni concreti e non di anestizzazioni ulteriori.
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