“Smetto quando voglio” il film d’esordio di Sydney Sibilia: 7 ricercatori precari che si danno al crimine organizzato

“Meglio ricercati che ricercatori”. La frase di lancio della commedia prodotta dalla Fandango “Smetto quando voglio” cita lo striscione (e lo slogan) di molti  cortei di questi ultimi anni contro i tagli all’università. Il sito di “Repubblica” dà una anticipazione in forma di trailer e noi lo attendiamo con curiosità nei cinema il 6 febbraio. “All’epoca avevamo già scritto il film – racconta il trentenne salernitano Sydney Sibilia  -ma l’abbiamo scelta perché riassume perfettamente quel che volevamo raccontare“.

In sostanza la trama è questa: 7 brillanti giovani ricercatori di vari ambiti di studio (archeologia, economia, neurobiologia, giurisprudenza), messi alle porte da università che non offrono posti di lavoro né prospettive, sono costretti a fare lavori ben lontani dalle loro ambizioni di studio: benzinai, camerieri…E così diventano una band organizzata per il crimine. In tempi televisivi di Faccia d’angelo, di Romanzo criminale e varie fiction sulla mafia, questa sembra essere una allegra presa in giro del filone poliziesco, ma con un contenuto sociale e un livello di comicità che riporta ma alla classica commedia stile “I soliti ignoti”. Almeno questo deduco dal trailer divertente che riproponiamo. E linkiamo la pagina di Repubblica con l’anteprima e il titolo divertente: “Cervelli in fuga (dalla polizia)”

 

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