Masterpiece sforna un nuovo personaggio. Vincente.

E’ stato l’indiscusso protagonista della prima puntata di Masterpiece, il talent show della RAI per aspiranti scrittori che premia con la pubblicazione presso BOMPIANI con tanto di testimonial la direttrice editoriale Elisabetta Sgarbi, autori con un romanzo nel cassetto. Parliamo di Daniel Agami. Studi universitari al Dams di Bologna, tra letteratura, teatro e cinema; conosce e collabora con Stefano  Benni ed è chiamato per un suo film, dal regista Pupi Avati che gli darà anche consigli per la carriera. Autore teatrale, giornalista, copywriter: è un fiume di creatività in piena.

Il suo romanzo dal titolo curiosissimo (L’amore prima di fare l’amore) riesce a passare ben 4 selezioni Mondadori, Garzanti invece, senza grande lungimiranza, lo cassa subito, ma i tre giurati illustri Taye Selasi, Andrea De Carlo e Massimo De Cataldo lo accolgono nell’alcova televisiva. Un alieno, praticamente, uno bravo, uno che con la scrittura ci sa fare. E per questo ci è piaciuto subito. Un’aria sperduta ma occhi allegri “da italiano in gita” come direbbe Paolo Conte. E mentre cerchiamo di capire i meccanismi di selezione, mentre leggiamo speranza e terrore negli occhi dei concorrenti, mentre intravediamo un po’ di sadismo nel giudizio dei probi viri, capiamo un po’ della personalità dei concorrenti. E Daniele sembra averne da vendere.

Così, mentre siamo sicuri che non passerà ‘a nuttata, nel senso che non passerà la prima selezione, forse perché nel romanzo compare tra gli altri, anche il tema della pedofilia, sappiamo già che almeno una stella questo format l’ha prodotta. Lo rincorro in rete e trovo una sua esilarante spiega della trasmissione su Linkiesta, giornale on line dove scrive da giornalista professionista. Non riuscivo a finire di leggere, era perfetto, sufficientemente caustico e comico! Altro che Aldo Grasso, Di Pollina e TV talk, questo occhio belva aveva ben squadrato tutto e raccontato con disincanto e ironia quello che era successo dietro le quinte. Ho persino immaginato che un po’ del successo del format fosse dovuta proprio a questo scritto che è girato sul web e ha incuriosito gli avventori della rete. Lo abbiamo raggiunto. E ci ha parlato un po’ di sé, del romanzo, della TV.

La prima domanda è sul romanzo che, chi vuole, può richiederlo direttamente a lui: L’amore prima di far l’amore!

Daniel Agami: Il titolo è venuto parimenti con l’idea, che è appunto la ricerca di questo amore prima di far l’amore, perduto la genuinità, l’ingenuità, la purezza, l’amore degli inizi. Si può leggere in tanti modi. È un’autobiografia immaginaria, senza l’alibi di un genere, li comprende quasi tutti. Ci sono soprattutto momenti tragici e comici, poi in parte c’è anche l’avventura, l’erotismo, il genere gotico, l’horror, momenti western, la fantasia, la realtà, una pornografia dell’anima quale è l’amore. È una storia difficile, una commedia dolorosa. C’è la pedofilia ma anche un cane parlante. C’è un bambino che emette calore, ma c’è anche il sesso anale. C’è la gioventù, ma anche la vecchiaia. C’è la scuola, ma anche la religione come alibi. È nato per ribellione a quello che si scrive ora: mai come negli ultimi anni l’amore è stato desemantizzato, inflazionato, diventando una roba zuccherosa, da cioccolatini, per diabetici, non per etici. Volevo risemantizzare l’amore, che è stato svilito, banalizzato a figura retorica, che non è quella roba apollinea che si addomestica nell’arte e nello spettacolo, è dionisiaca, sconvolge, altro che cioccolatini sono sassi Perugina! È un tentativo di storia d’amore, che parla di vita e di morte attraverso l’amore, e di amore attraverso la vita e la morte, e di morte attraverso la vita e di vita attraverso la morte: nasce dall’idea su come si potrebbe degenerare portando all’estremo una utopica coerenza ad ideali assoluti di purezza ed etica. È un poema in prosa, un romanzo ero(t)ico con la t tra parentesi, satirico, tragicomico fuori dal tempo: non c’è alcun riferimento cronico o topico, e nessun personaggio ha un nome tranne gli animali (la capra Espiatoria, la gatta Gatta, soprattutto il cane Ispido). Anche se più che di amore De Cataldo mi ha fatto riflettere su come forse sia un romanzo sulla paternità, forse più mancata e mancante.

Qualche commento sul programma televisivo MASTERPIECE, qualità, audience..

Daniel Agami: L’idea è ottima, la realizzazione no. Provo a rispondere come concorrente, telespettatore e autore televisivo. Ci sono troppi concorrenti, manca la diretta, manca la possibilità di esprimersi, manca il live, la possibilità di tornare in gioco ed esprimersi, di affezionarsi ai concorrenti. L’ossessione per l’eliminazione, che non dà il tempo di esprimersi (né di capire) in modo dignitoso. Capisco non si possa restare tutti in tutte le puntate, ma est modus in rebus, si può eliminare meno e meglio: e penso avrebbe funzionato meglio un cast fisso che fidelizzasse un pubblico, con maggiore interattività e una continua possibilità di essere ripescati.

La postproduzione, ovvero il fatto che il programma sia registrato: è una gara? Quale gara appassiona che non sia in diretta? Se lo immagina, il Festival di Sanremo registrato e montato successivamente, che noia?

Manca la diretta, il pubblico, la dissacrazione, le sbavature che danno qualcosa di genuino, e non di preconfezionato: potrebbe essere una torta fatta in casa, ma poi diventa una merendina confezionata; poi con tutti i meccanismi del linguaggio televisivo per ripescare, la diretta, la giuria, il televoto, perché non usarli, per evitare l’one shot? Hai due minuti per esprimere tutto quel che hai. E se la tua anima dura più di due minuti? Da quel che so in tutti gli altri talent la giuria è sullo sfondo, il concorrente sul palco: questo dà anche una dignità ai concorrenti. A Masterpiece al centro dello studio c’è la giuria, i concorrenti sono eterni aspiranti. Ci dovrebbe essere un continuo turn over tra eliminati e ripescati, con il linguaggio proprio della tv: la diretta, il televoto, l’interattività, il pubblico.

E poi scrittori che seguono i concorrenti, oltre che giudicarli, registrando magari la preparazione e poi in diretta si rischia. Poi delle due una: o l’ufficialità (c’è un clima da santa Messa, non interrompere il giudice invano, non avrai altro giudizio al di fuori del mio), e allora ci sia un presentatore che presenta non un coach che disprezza (ma che allenatore è? È come se Prandelli desse dei calci alle palle dei calciatori e dicesse “Fai schifo a giocare a calcio, vattene via”) oppure una trasmissione più off records, ed umana. I giudici giudicano, non seguono gli autori, mentre penso bisognerebbe formarli, non deformarli e poi eliminarli anche, ma dopo tempo.

Sarebbe bello un Sanremo con i reading al posto delle canzoni, un programma più lungo e in studio in diretta, in prima serata. Ne gioverebbero tutti. E le prove: se a un autore dai l’idea, lo stile, imponi la persona, e allora scrivilo te verrebbe da dire alla giuria, togli la creatività. La lettera..ma piuttosto i generi letterari…e poi più spazio al romanzo, al mondo di un autore. Ah ma sennò uno si prepara…e che c’è di male? La scrittura è anche preparazione, è sempre creatività. Anziché scrivere in studio scrivere nello stanzone, e in studio si fanno altre prove. Poi non credo che la lettera sia un tipo di testo giusto per giudicare un aspirante scrittore, sarebbe bello giocare di più sui romanzi, farli conoscere meglio.

E poi ho il dubbio che una scrittrice nata nel ’78 (TAYE SELASI) che ha appena esordito, che non parla né capisce benissimo l’italiano (io ho detto soffro e lei ha capito che sono soft), e sta in Italia da qualche mese solo perché non ha trovato casa a Parigi possa giudicare come gli altri libri scritti in questa lingua. Non avrebbe potuto neanche mio padre, straniero in Italia dopo quasi 30 anni qui e la  doppia cittadinanza, per intenderci. Sono figlio del melting post e di uno straniero, so di quel che scrivo.

A noi di Laspeziaoggi il romanzo di Daniel Agami è piaciuto e suggeriamo di richiedere all’autore il libro in formato pdf

AmorechevieniAmorechevai@gmail.com

daniel.agami@unibo.it

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