Prima o poi torno, l’Italia raccontata dai giovani italiani emigrati a Bruxelles

L’orologio segna le quattro, vedi il taxi in lontananza e intanto ti domandi perchè sei uscito così in fretta. Forse un trillo di telefono, pochi minuti fa, avrebbe reso una persona felice o te molto più triste. Ma è tardi, sei già dentro. “All’aereoporto, grazie”.

Un italo-argentino che la rincorre, perchè la sua è una storia che inizia da lontano: un giovane giornalista che vi fa ritorno, prima che le zanzare smettano di ronzare; Massimo e Francesca che si riscoprono in due, lontanto da lei. L’Italia raccontata dalle voci dei giovani italiani emigrati a Bruxelles è ora speranza, ora sogno, a volte disincanto, ma sempre oggetto di memorie che lasciano presagire la volontà di un futuro ritorno. Quando la natura estroversa, e a tratti cinica, di Bruxelles li costringe a guardarsi dentro, e ad affrontare le fragilità emerse da quella distanza, affiora il ritratto di un’intera generazione. Determinata, ma anche sola, nel brusio assordante della capitale europea che per un istante abbassa le sue luci, lasciando che questi giovani si raccontino sulle canzoni d’autore di un Paese mai dimenticato. Colpevole di averli lasciati partire, in attesa di vederli tornare. Prima o poi.

Federica Gramegna, classe 1982, dopo un laurea in Lettere Moderne si trasferisce da Roma a Bruxelles. Nella capitale del Vecchio Continente da cinque anni, lavora come ufficio stampa presso il Parlamento europeo e svolge l’attività di giornalista freelance. Prima o poi torno è il suo primo libro pubblicato da Edizioni Ensemble.

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