Barriera antirumore: l’Autorità Portuale risponde ad alcune inesattezze

In questi ultimi giorni si sono succeduti interventi sulla stampa in merito al progetto preliminare delle barriere anti rumore su viale San Bartolomeo che purtroppo denotano una scarsa conoscenza del merito non solo del progetto, ma anche delle procedure per la sua adozione, con la conseguenza di indurre nei lettori una falsa percezione delle cose.  La barriera, che l’AP tiene a precisare non è affatto alta 10 metri come qualcuno ha affermato, ma 4,5 metri, ovvero la stessa dimensione dell’attuale recinzione (raggiunge un massimo di 6 metri solo in un breve tratto a tutela dell’Istituto “Capellini-Sauro”), non è un muro cieco ma l’esatto contrario. Infatti la struttura presenta parti dotate di verde, oltre a pannelli in vetro stratificato di sicurezza che permettono di osservare le attività portuali. Inoltre è stato risistemato il percorso pedonale con affiancati aiuole ed elementi di arredo urbano, con parcheggi lungo la carreggiata.
Il progetto è innanzitutto uno studio approfondito di dettaglio sulle emissioni derivanti dall’attività portuale e dalla viabilità urbana che interessano le popolazioni della zona. Infatti le emissioni sono state caratterizzate con specifici rilievi fonometrici capaci di definire i livelli del rumore presso gli edifici in affaccio sulla via S.Bartolomeo. Tali valutazioni hanno permesso di individuare il clima acustico con le modalità di abbattimento, agendo sia attraverso una barriera fonoassorbente bidirezionale (porto/strada), sia sulla fonte stessa dei rumori. Come già affermato, si tratta ora di avviare l’iter procedurale paesaggistico ed ambientale per giungere alla sua approvazione. Iter che, ci sembra evidente, non avrebbe potuto iniziare senza un progetto!

L’AP tiene anche a precisare che il progetto della barriera antifonica non è nato per il capriccio di qualcuno: la sua necessità è stata manifestata a più riprese all’Ente nel corso di questi ultimi anni, proprio da una parte degli stessi cittadini dei quartieri che si affacciano su Viale San Bartolomeo, in primis quello del Canaletto, che attraverso lettere ed incontri hanno con forza fatto richiesta di uno strumento che potesse limitare il disagio provocato dai rumori provenienti dal porto e dalla strada. Fa parte integrante della fascia di rispetto, è parte di un progetto più ampio sia territorialmente (lo studio verrà allargato, con le necessarie verifiche, alla zona di Fossamastra) sia “qualitativamente“, con tutte le previsioni progettuali già indicate nella “fascia di rispetto”. Quanto finora progettato è infatti solo una parte delle iniziative per abbattere i rumori in quanto si sta agendo anche sulla fonte degli stessi (per quanto riguarda il porto).
In ogni caso, nulla è stato fatto “di nascosto”, come qualcuno afferma: se ne è parlato, infatti, nel corso di una riunione del tavolo tecnico-istituzionale di concertazione sul PRP, il 23 luglio 2013, in cui vennero affrontati, tra l’altro, i problemi relativi alle polveri e ai rumori. Il dirigente dell’area tecnica dell’AP, ing. Franco Pomo, informò i presenti dell’intenzione di affidare l’incarico di progettare un sistema antifonico ad una ditta specializzata in noise masking. Ed ora si avvia il relativo iter.
L’AP informa inoltre che la prossima riunione del tavolo di concertazione sul PRP è stata convocata per il 13 febbraio prossimo. Uno dei progettisti della barriera, l’Architetto Beccarelli di “Policreo” di Parma, spiegherà nei dettagli la struttura. Visto l’interesse che la cosa ha suscitato è intenzione di AP aprire la riunione alla partecipazione degli amministratori e consiglieri comunali interessati.

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