Roma, il papa,gli anni Settanta e una colomba della pace ferita.

Roma è straordinaria, un viaggio nella capitale almeno una volta al mese dovrebbe essere prescritto dal medico. Specie a chi abita, come noi, nella provincia abbruttita dal nulla e dalla politica dei passacarte.

Roma nel week end del 24 gennaio offriva spettacoli importanti, da Marco Paolini all’Argentina con il suo spettacolo dedicato a Jack London (Ballata di uomini e cani) all’imperdibile versione di Peter Stein  di Ritorno a casa di Pinter al Palladium, uno dei capolavori della maturità artistica del drammaturgo inglese Premio Nobel per la letteratura. Al Palazzo delle Esposizioni la mostra dedicata agli anni Settanta (fino al 2 marzo) ovvero come ricorda la curatrice Daniela Lancioni, “gli anni della condivisione, della libertà creativa, del dialogo della comunicazione. Ottima la recensione che Il sole 24 ore gli ha dedicato a firma di Emanuele Bigi. Si parla di arte nelle strutture pubbliche ma anche negli spazi autogestiti e dei curatori di quegli anni (da Calvesi a Corà ad Achille Bonito Oliva). Con 200 opere di 100 autori iraliani e non che raccontano la creatività dell’Artepovera, Concettualel, della Performance Art con protagonisti Alighiero Boetti, Mario Schifano, Giulio Paolini, Alberto Burri, Sandro Chia, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto.

E la domenica non si può non fare una visita in Piazza San Pietro all’Angelus di papa Francesco. Insieme con lui nella famosa finestra da cui si affaccia alle ore 12 ci sono due ragazzini dell’Azione Cattolica di Roma; l’ACR ha portato in Piazza una fiumana di giovanissimi dalla Carovana della Pace. Papa Bergoglio chiede di pregare per Cocò Campolongo, il bimbo di tre anni ucciso a Cassano allo Ionio pochi giorni fa, episodio che ha suscitato evidente sdegno in tutt’Italia per la gravità e la ferocia operata dai criminali su una vittima innocente. Chiede di pregare per l’Ucraina per i gravi fatti di sangue e i ragazzini in segno di pace liberano due colombe. Ma i grandi schermi in Pazza mostrano per pochi secondi come una delle due colombe, posatasi nella finestra appena sotto il papa sia stata  attaccata da un gabbiano e per un breve attimo si è visto il sangue nell’ala amplificato dalle immagini video. La telecamera ha poi deviato da un’altra parte. Speriamo non sia un cattivo segno. La pace, purtroppo, non è ancora qualcosa che vola libero nel cielo…

 

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