Roma: il Bioparco di Villa Borghese. Un enorme bluff.

Alla reception dell’albergo dove alloggio a Roma mi capita in mano una brochure del Bioparco di Villa Borghese. Per curiosità guardo il sito ufficiale dove leggo che “il Bioparco svolge un ruolo di educazione e sensibilizzazione particolarmente importante sia nei confronti delle scuole che nei confronti della cittadinanza.
Il Bioparco, infatti, è soprattutto un centro di Educazione, impegnato, fin dalla sua costituzione, affinché gli Zoo siano concepiti non più come luoghi puramente di svago, ma piuttosto strutture integrate nell’ambito di una strategia di conservazione nazionale e internazionale, attraverso un ruolo attivo nell’educazione del pubblico“.

Decido di andarlo a visitare. Prezzo biglietto: 15 euro per me adulta e 12 euro cadauno per mio figlio e l’altro bimbo che è con noi. Altri 2 euro a testa se vogliamo visitare la Casa delle Farfalle. Immaginando le spese di gestione che certamente ci saranno trovo le cifre ragionevoli.

Una volta dentro al Bioparco, che letteralmente significa parco della vita, mi rendo conto che questa non è affatto una “riserva” e questo luogo non rispetta per niente il senso del suo nome, questo è un lager: gli animali sono in ambienti angusti e stretti, sono tristi, ripetono gli stessi movimenti per l’alienazione e la noia. Il fossato che ospita i macachi del giappone pare un girone dell’inferno, è palesemente sovraffollato e a parte qualche soggetto più nervoso, la maggioranza rivolge ai visitatori uno sguardo rassegnato.  Questo luogo è altamente diseducativo per le giovani menti e tengo una bella lezione sul rispetto degli animali e della vita ai bambini che sono con me.

Uscita dal Bioparco faccio una breve ricerca sul web e scopro che da anni gli animalisti sono impegnati affinchè questo zoo, nel senso più dispregiativo del termine, chiuda.  Il Bioparco dovrebbe trasformarsi realmente in centro di accoglienza e recupero per animali in difficoltà (penso a tutti quegli animali esotici che regolarmente vengono sequestrati dalle nostre forze dell’ordine), conservando ovviamente quelli che ormai ci sono e vietando ogni acquisto. La detenzione di animali a fini puramente espositivi dovrebbe ripugnare una qualunque civile amministrazione e una qualunque civile persona.

In attesa di questa trasformazione invito a NON visitare il Bioparco di Roma.

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