Palermo chiama, Torino risponde: intervista alle Agende Rosse piemontesi

Sabato 18 gennaio s’è tenuto, a Torino, un incontro organizzato dalle Agende Rosse per commemorare l’anniversario della nascita del giudice Paolo Borsellino. L’evento ha riscosso un grande successo, anche grazie alla presenza del giornalista Marco Travaglio. Ospiti attesi, ma purtroppo assenti per motivi di sicurezza, Nino di Matteo e Roberto Scarpinato. Ho intervistato gli organizzatori dell’evento. Ha risposto Carmen Duca, che il 18 gennaio ha moderato l’incontro.

Siete un bel gruppo: ci volete raccontare quando è nato e come? qual è stata la vostra prima iniziativa e com’era andata?
“Il gruppo è nato nel marzo 2009, quando su Facebook su iniziativa di Sonia AlfanoSalvatore Borsellino e Benny Calasanzio venne lanciato un sit-in a sostegno di Gioacchino Genchi, sotto le questure di tutta Italia. (Gioacchino Genchi era stato sospeso dalla Polizia di Stato per aver risposto-con toni misurati- dalla sua bacheca Facebook ad un giornalista di Panorama che gli aveva dato del bugiardo) Ci ritrovammo inizialmente in cinque, poi diventammo una decina nel corso delle ore, ma per quanto fossimo in pochi, la nostra coscienza ci diceva che stavamo facendo la cosa giusta…”

E’ passata più di una una settimana dalla vostra bella iniziativa per il compleanno di Paolo Borsellino. A distanza di giorni, che sensazioni sono rimaste?
“Realizzare questi incontri credo che sia una delle soddisfazioni più grandi che io possa aver provato. Riesci, grazie alle sinergie di un gruppo di persone che condividono i tuoi stessi ideali e le tue stesse battaglie, a dare forma ad un qualcosa di “grande” con piccoli sforzi quotidiani. Riesci a raggiungere ed informare un gran numero di persone, spesso chi torna a casa si chiede come può contribuire alla causa, come e quando poter dare il proprio contributo… Trasformare ciò che fino al giorno prima era una sorta di indifferenza o di impotenza in qualcosa di concreto, credo sia già un bel risultato. E’ una sorta di “semina”, che pian piano darà i suoi frutti…”

Avete riempito il teatro, sabato 18, e molta gente è rimasta fuori. Vi aspettavate un successo così? Per il prossimo anno avete pensato a una struttura più grande?
“Generalmente utilizziamo teatri da 350/400 posti, questa volta, considerata la presenza di Marco Travaglio, abbiamo raddoppiato i numeri, riuscendo a trovare una sala da 750 posti. Sinceramente, ogni volta, speriamo che ci siano tante persone, ma non per un successo personale. Semplicemente per fare in modo che chi ha voce nei nostri incontri (che non ha MAI voce in tv e suoi giornali) raggiunga il massimo numero di persone possibile… Purtroppo la questura ci ha imposto di chiudere gli ingressi una volta raggiunto il limite massimo previsto dalla sala, ci sarebbe piaciuto riuscire a far entrare tutti, magari farli sedere per terra a bordo palco o farli stare in piedi al fondo del teatro, ma ahimè non ci è stato concesso. Ovviamente in nome della sicurezza… e proprio noi che parliamo di legalità dobbiamo essere i primi a rispettarla, anche quando ci piacerebbe poter derogare, non certo per un vantaggio egoistico ma, invece, per ampliare al massimo la platea che desidera ascoltare le parole dei relatori invitati! Le strutture non ci vengono concesse gratuitamente, gli ingressi sono gratuiti, per cui ci viene difficile pensare di attrezzarci con un teatro più grande, sia per i costi , sia per quanto riguarda la certezza di riuscire a riempirlo. Non va sottovalutato anche il fatto che quando ci si ritrova nelle piazze, ai sit-in o alle manifestazioni , la gente non è molta per cui ci riesce molto complicato fare delle previsioni accurate.”

Qual è stato il momento più emozionante dell’evento di sabato 18?
“Le emozioni in questi incontri non si contano… Sia Sonia che Salvatore hanno la dote di saper parlare alla gente con il cuore, e questo si percepisce tantissimo in sala. Ovviamente il collegamento con i magistrati ed il pensiero che per l’ennesima volta questo Stato impedisca ai suoi uomini migliori di potersi muovere per partecipare ad un convegno aperto alla cittadinanza, ha generato un pathos altissimo.”

Non avete potuto avere Di Matteo e Scarpinato per motivi di sicurezza. Avete avuto paura che il pubblico restasse deluso? Come ha reagito invece?
“Noi dell’organizzazione abbiamo sperato fino all’ultimo istante che la rinuncia dei Magistrati a partecipare, fosse una sorta di “depistaggio” a chi magari controlla i loro movimenti… purtroppo non è stato così, ma abbiamo compreso …così come ha sicuramente compreso il pubblico in sala, che è rimasto attento agli interventi e li ha salutati con una lunga standing ovation. Credo comunque che questo epilogo abbia contribuito ad alimentare, in chi era presente, una rabbia profonda verso le Istituzioni ed il loro silenzio. Ed al crescere della rabbia , si è contrapposta la crescita di un sentimento di stima ed affetto ancora più profondo nei confronti di chi come loro vive blindato a Palermo, rischiando ogni giorno e sacrificando la vita e gli affetti in nome della Verità e della Giustizia che ancora una volta vogliono negarci.”

 Organizzerete altre iniziative a breve?
Della portata di sabato 18 direi di no, anche perché ci piacerebbe aspettare di avere notizie confortanti da Palermo e riuscire ad avere fisicamente con noi i Magistrati. Diciamo che se domani ci dovessero dare la certezza di esserci, ci attiveremmo all’istante! Siamo comunque spesso nelle piazze, l’ultima volta è stata sabato 25 gennaio, per sostenere Di Matteo e diffondere alcune informative sul suo lavoro , su quanto sta accadendo a Palermo e sul silenzio assordante delle Istituzioni.

Oltre a Carmen Duca, fanno parte del gruppo delle Agende Rosse torinesi: Salvatore Bova, Morena Capurso, Annaluisa Cavaliero, Roberto Croce, Ferdinando Dome’, Fabio Duca, Annmaria Furnari, Alessio Galati, Clelia Gervasi, Castolo Giannini. Fabio Grosso, Claudio Marchina, Carmelina Mirarchi, Bianca Porcellana, Antonella Porcu, Antonella Pugliese, Mariagrazia Robattino, Massimo Rossi, Rita Rossi, Donato Spallone, Stefano Spangaro, Erika Tommasello, Matilde Viola.

Foto: Castolo Giannini

 

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