27 gennaio: non sia solo ricordo, ma anche esempio e monito per presente e futuro.

Stamattina, per commemorare il Giorno della Memoria, la Sala Dante era piena di studenti e  membri dell’ANED e dell’ANPI. Assente giustificato Massimo Federici, che si trova in Israele. Il messaggio più forte che è venuto fuori dalle celebrazioni è stato quello di monito ai giovani, affinché si informino, studino e non dimentichino, mai, quello che è stato perché, per dirla con le parole di Primo Levi, “è accaduto, quindi può accadere di nuovo“. La presidente del Consiglio Comunale, Laura Cremolini, ricorda infatti i genocidi di ieri e di oggi, mentre dal vicesindaco Cristiano Ruggia viene l’invito a non cadere né in negazionismi, né in riduzionismi. “Non dobbiamo accettare nemmeno l’ironia, le battute, le barzellette” dice l’assessore. Interviene anche il prefetto, Giuseppe Forlani, che parla della sua “ossessione“, ossia la storia di Adriana Revere, bambina ebrea deportata ad Auschwitz.

Sul palco sono saliti anche ex deportati e membri dell’ANPI: anche loro si rivolgono ai giovani. Premi speciali, da parte dell’ANED, agli studenti di alcune scuole per componimenti e video riguardanti l’Olocausto, nell’ambito del concorso per la borsa di studio “Franco Cetrelli”, in memoria del giovane apprendista fotografo fucilato dalle SS a 15 anni. Il premio permetterà agli studenti di effettuare un viaggio-pellegrinaggio nei luoghi dell’Olocausto.

Le celebrazioni continuano oggi (proiezione del film Anita B. alle 18 al cinema Il Nuovo e ultimo giorno della mostra alla Chiesa Evangelica Metodista), ma, come è stato ricordato dai vari relatori stamattina, bisogna fare in modo che sia il 27 gennaio tutto l’anno.

 

 

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