La vedova del Capitano De Grazia invita il popolo ad aprire gli occhi

La Sala Dante, stamattina, era praticamente vuota, in occasione del Consiglio Comunale straordinario per la consegna della cittadinanza onoraria a Natale De Grazia. Certo l’orario (le 10 del mattino) è un orario poco felice per chi lavora, ma sarebbe stato bello che si fossero organizzate uscite con le ultime classi delle scuole superiori, come succede, ad esempio, in occasione della Giornate della Memoria e del ricordo del massacro delle foibe. Sarebbe stato importante, stamattina, parlare ai ragazzi di Natale De Grazia e del suo sacrificio.

Ha aperto la cerimonia la Presidente del Consiglio Comunale, Laura Cremolini, che definisce De Grazia un uomo che viveva intensamente la sua vita, che amava profondamente il mare e che è, da oggi, un concittadino di cui andare orgogliosi. Cremolini, inoltre, auspica che proseguano le indagini sulla sua morte, perché “sarebbe importante dare un volto al suo assassino”, anche se non servirà ad attenuare il dolore della famiglia.

Alla famiglia si rivolge anche il sindaco, Massimo Federici. Il primo cittadino spezzino dice che “il caso De Grazia non è chiuso“, perché pesano “gravissimi sospetti di omicidio“. In realtà si parla di omicidio per avvelenamento e non di “sospetti“. “Spero”, dice Federici alla moglie e ai figli del Capitano, “che vi siate sentiti accolti dalla città che è onorata della vostra presenza”. Ripercorre la biografia di De Grazia, poi parla di Spezia città gentile e si dice soddisfatto per la società civile spezzina che è attenta e partecipe,  (ma non sempre il sindaco si è mostrato così felice dei suoi cittadini attivi) facendo riferimento al grido che si leva dalla nostra città: “Questo mistero non rimanga irrisolto“, conclude.

Infine, emozionata e accompagnata dai figli, sale sul palco Anna, la vedova del Capitano. La signora De Grazia esordisce con un ringraziamento alla città, sensibile e attenta, e ricorda la figura del marito, uomo innamorato del mare, preparato, competente e attento all’ambiente. “Che mare lasciamo ai nostri figli?” chiedeva. Per lui, salvare l’ambiente era salvare la vita e per questo suo obiettivo è morto, è stato ucciso: oggi i sospetti sono certezze. Il mare, ancora oggi, è usato come pattumiera, così come le nostre terre: dalla Terra dei Fuochi alla Calabria, fino a La Spezia, con la collina di Pitelli. Non c’è solo il ricordo del marito, nel discorso di Anna, ma anche un riferimento al presente, alla nave con armi chimiche siriane che sbarcherà a Gioia Tauro. “Perché in Italia? Perché nel Sud, terra di nessuno? Perché nel Mediterraneo?” chiede la signora De Grazia. Infine, conclude auspicando che il popolo prenda coscienza e apra gli occhi, rispettando il  Paese e il  mare.

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