Cittadinanza onoraria a De Grazia: bene, ma l’Amministrazione non si fermi a questo

C’erano tanti cittadini, ieri pomeriggio nel Salone della Provincia, per assistere alla conferenza, organizzata da Legambiente Liguria e Libera La Spezia, su ecomafie e navi dei veleni. E, finalmente, erano presenti anche membri delle Istituzioni: sono arrivati, infatti, il sindaco Massimo Federici e l’assessore all’Ambiente Davide Natale. Al centro dell’interesse dei numerosi relatori il conferimento della cittadinanza onoraria al Capitano Natale De Grazia, che verrà consegnata dal sindaco alla vedova  nel corso di un Consiglio Comunale Straordinario oggi, venerdì 24 gennaio. “E’ un passo avanti“, afferma il direttore nazionale di Libera, Enrico Fontana,per levare alibi a chi vorrebbe mettere tutto sotto silenzio“. E ricorda, tra gli applausi che il nome di Natale De Grazia verrà letto tra gli altri nomi di vittime di mafia il prossimo 22 marzo a Latina. Sondra Coggio, giornalista del Secolo XIX e autrice del libro “Il Golfo dei veleni” auspica che il riconoscimento da parte del Comune non sia solo “un contentino” per “tombareDe Grazia, come è successo per tanti altri avvenimenti “misteriosi” in questa città. Grande soddisfazione viene espressa da Simona Cossu, consigliera di Rifondazione Comunista, che oltre un anno fa fece questa proposta, avvertita come un dovere e una possibilità di risvegliare una città sonnacchiosa di fronte ai tanti, troppi scempi ambientali perpetrati nel corso degli anni.

Secondo Nuccio Barillà, della direzione nazionale di Legambiente, calabrese di Reggio, la battaglia dei cittadini e degli ambientalisti è una battaglia per amore; non l’amore che trasfigura, ma quello che spinge a restituire bellezza e poesia alla propria città, che sia Spezia o Reggio Calabria. Ascoltandolo, m’è venuta in mente la famosissima frase di Paolo BorsellinoPalermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare“. E forse se amassimo un po’ di più la nostra città, se fossimo un po’ più “cittadini reattivi“, per dirla con Rosy Battaglia (presente all’evento) potremmo davvero cambiare le cose. E, sempre citando Paolo Borsellino, di queste cose bisogna parlare perché, come ricordato da Paolo Varrella di Legambiente in apertura, non è vero che parlando di navi dei veleni e di inquinamento si fa cattiva pubblicità e la prova, ha detto, “è questa sala piena“.

Da Marco Grondacci, che parla di Pitelli, declassato da sito d’interesse nazionale a regionale, arriva un affondo all’Amministrazione; il giurista ambientale rileva come, nella presentazione della cerimonia alla Sala Dante non venga ricordato che la morte di De Grazia non fu un incidente, ma un omicidio, un avvelenamento.  In generale, per quest’omaggio al Capitano De Grazia traspare soddisfazione, pur con qualche nota critica: fatto positivo, affermano i relatori, ma non può bastare una cerimonia con parole di circostanza. L’Amministrazione, dice la Cossu, dovrebbe impegnarsi, fin dove può, a chiedere che le indagini sulle navi dei veleni vadano avanti. Bisogna chiedere che si faccia luce sui tanti, troppi misteri sul traffico dei rifiuti, sui presunti affondamenti delle navi, su Pitelli e su tanti altri scempi.

Perché, finalmente, il nostro Golfo smetta di essere quello dei veleni, delle nebbie, dei misteri e torni a essere solo e semplicemente quello dei Poeti.

Foto: Marcella Ariodante

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