Il Comitato per Piazza Verdi risponde all’assessore Tartarini

Il Comitato per Piazza Verdi intende manifestare tutto il proprio indignato stupore di fronte alle prime dichiarazioni del neo assessore alla Marineria Jacopo Tartarini, che nei fatti definisce, in una sua intervista diffusa a mezzo stampa, “conservatori e retrogradi” tutti coloro che in questi mesi si sono attivati per conservare alcuni luoghi storici della città così come sono nati e come gli spezzini hanno imparato a viverli.
L’assessore, nella sua intervista, praticamente ci dice che non ci sarebbe nulla di strano se a Milano decidessero di demolire il Duomo, sostituendolo con una costruzione di stile moderno, o se Roma rinunciasse alla Fontana di Trevi o a Piazza Navona, allo scopo di ringiovanire e rinnovare il proprio aspetto estetico e architettonico. Qualcuno obietterà che Piazza Navona non è Piazza Verdi e la fontana di Piazza Europa non è quella di Trevi, ma questo non vuol certo dire che i luoghi cari agli spezzini abbiano meno valore storico e caratterizzino la città meno di quelli romani.

Distruggere Piazza Saint Bon, ri-connotare la stazione ferroviaria, scempiare Piazza Verdi e demolire Piazza Europa significa infatti azzerare la facies della città così come s’è andata consolidando negli ultimi 150 anni, azzerandone di fatto la sua storia e la sua memoria.
Questo è un crimine che noi, assieme a qualsiasi persona dotata di un minimo di sensibilità e cultura, non possiamo permettere.
Concludiamo questa nota ricordando all’assessore alla Marineria Tartarini che, proprio nel nome di quella modernità e di quell’anti conservatorismo da lui tanto auspicati, sarebbe bene, per coerenza, proporre che La Spezia rinnegasse e azzerasse la sua tradizione marinara e trasformare quindi la festa di cui lui ha delega in una più utile e moderna festa della tecnologia con al posto dei velieri, inutili testimoni del passato, padiglioni espositivi in cui gli spezzini possano prendere visione di tutte le ultime conquiste tecnologiche, al fine di modernizzare e attualizzare veramente questa città.
Per il momento ci accontenteremmo di vederla cambiare in meglio almeno politicamente dove, questo è certo, siamo ancora indietro, almeno al Medioevo.

Comitato per Piazza Verdi

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