Armenia, il paese delle pietre urlanti

Un viaggio nell’anima di un popolo. Armenia il paese delle pietre urlanti, come l’ha definita il poeta russo Osip Mandel’stam.

L’Armenia, culla del Cristianesimo, con i suoi cieli immensi e la sua gente accogliente è il luogo ideale dove compiere un pellegrinaggio, un viaggio fisico e mentale, una deviazione dal percorso quotidiano della nostra vita per ricongiungersi all’essenza delle cose e al sacro. Una terra dal paesaggio affascinante, la terra in cui la tradizione biblica colloca il Giardino dell’Eden. La terra da cui, nelle giornate limpide si può perfino pensare di scorgere sull’Ararat la sagoma dell’Arca di Noè.

Immersa tra i monti nel Sud del Caucaso, questo antico paese è sempre stato testimone di avvenimenti storici, paese che ha pagato lo scotto degli incontri e degli scontri tra civiltà diverse, naturale ponte tra l’Occidente e l’Oriente, tappa d’obbligo sulla via della seta.

Chiese e monasteri medioevali, costruiti interamente in pietra locale, emergono armoniosamente tra natura e paesaggi incantevoli. Godere da vicino la bellezza mitica del biblico Monte Ararat ( attualmente inTurchia come la maggior parte dei monumenti del passato), simbolo di antica sacralità per il popolo armeno. Visitare il Madenataran, la biblioteca che raccoglie migliaia di manoscritti preziosi miniati in tempi lontani. Recarsi ad Echmiadzin, la città sacra a tutti gli armeni in quanto sede della suprema autorità della chiesa armena. Visitare accompagnati da un astronomo armeno l’osservatorio astrofisico di Byurakan. Scoprire la foresta degli antichi Khatchkar, le croci di pietre originali e irripetibili, sparse qua e la nel territorio, pietre che i maestri scalpellini d’un tempo hanno trasformato in un merletto, in un tappeto, in un giardino, in un canto. Recarsi a 1900 m di altitudine sulle sponde del lago Sevan che il poeta canta ”un pezzo di cielo caduto sulle montagne”. Raggiungere l’osservatorio del V millennio a.C.  (più vecchio del Stonhenge). Aggirarsi per i mercati dell’artigianato, godere il profumo emanato dalla frutta fragrante esposta sulle bancarelle, scoprire l’arte secolare della lavorazione dei tappeti armeni. Attraversare villaggi  e città per conoscere e condividere la vita quotidiana della popolazione locale.

Recita un vecchio adagio armeno: “Non è facile lasciare l’Armenia, non tornarvi più è ancora più difficile” .

Fonte: www.planetviaggi.it

 

 

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