19 gennaio, compleanno di Paolo Borsellino

Il 19 gennaio del 1940 nasceva Paolo Borsellino. In molte città d’Italia si ricorda il giudice ucciso dalla connivenza Stato-mafia nel luglio del 1992. Il nome di Paolo Borsellino, in realtà, viene commemorato ogni giorno dai suoi familiari, da quei giudici e magistrati onesti che, a 22 anni dalla strage di Via d’Amelio, cercano ostinatamente la verità sulla sua morte. Viene commemorato dai giovani delle Agende Rosse (come dice sempre il fratello, Salvatore). Viene ricordato e commemorato dalle tante, tantissime persone oneste che ogni giorno lottano, anche nel loro piccolo, contro qualsiasi tipo di mafia. Al di là delle commemorazioni ufficiali, che sono importanti perché portano il messaggio a un vasto pubblico, credo che a onorare degnamente Paolo Borsellino siano le piccole grandi azioni quotidiane, siano gli inconsapevoli “eroi” di ogni giorno. L’imprenditore che dice no al racket, il commerciante che denuncia il pizzo, il dipendente statale che rifiuta la raccomandazione, il dirigente che non assume l’amico, e l’amico dell’amico, e il cugino dell’amico dell’amico…

Non lo commemorano, invece, o per meglio dire non sono degni di commemorarlo coloro che lo hanno tradito e che continuano a tradirlo, mentendo e tacendo le verità sulla sua morte. E non è degno di onorarlo uno Stato che non è in grado di assicurare a due suoi servitori come Nino di Matteo e Roberto Scarpinato le giuste condizioni di sicurezza per far affrontare loro il viaggio da Palermo a Torino per ricordarlo (è successo ieri). Quando Di Matteo e i suoi colleghi potranno girare liberamente per l’Italia, quando lo Stato deciderà di combattere realmente la mafia, allora anche per Paolo Borsellino sarà un “buon compleanno“.

Il ricordo del fratello Salvatore: www.19luglio1992.com

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