L’arte di Frida Kahlo in mostra a Roma

Aprirà il 20 marzo e chiuderà il 31 agosto la mostra-evento della grande pittrice messicana Frida Kahlo a Roma, alle Scuderie del Quirinale. Segnata da un terribile incidente che la costrinse, a  18 anni, a un lungo periodo di immobilità, l’arte fu per lei l’unica finestra sul mondo; grazie ai genitori che le regalarono un letto a baldacchino con uno specchio e i colori, Frida faceva passare il tempo dipingendo e leggendo libri sul comunismo. Di carattere ribelle, rivoluzionaria, anticipatrice del movimento femminista, Frida ebbe una vita travagliata, segnata dai dolori fisici e dai tradimenti, costellata di numerosi amori, anche omosessuali. Il grande rimpianto della pittrice è stato quello di non avere avuto figli. Morì nel 1954, a 47 anni. Le sue ceneri sono conservate nella sua casa di Azul, diventata oggi un museo a lei dedicato. E’ stata la prima donna latino-americana a essere stata riprodotta su un francobollo degli Stati Uniti (nel 2001).

La mostra intende riunire attorno ad un corpus capolavori assoluti provenienti dai principali nuclei collezionistici, opere chiave appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. Completa il progetto, una selezione dei ritratti fotografici dell’artista, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta, indispensabile quanto suggestivo complemento all’arte di Frida Kahlo sotto il profilo della codificazione iconografica del personaggio. Se infatti la mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi ancora debitori della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dell’arte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta (Edward Hopper, Charles Sheeler, Georgia O’Keefe) alle componenti ideologico-politiche ispirate dal muralismo messicano (Rivera, Orozco), è il tema dell’autorappresentazione a prevalere in questo progetto di mostra, sia in rispetto del peso numerico che il genere “autoritratto” assume nella produzione complessiva dell’artista, sia – e soprattutto – per lo specialissimo significato che esso ha rappresentato nella trasmissione dei valori iconografici, psicologici e culturali propri del “mito Frida”.

www.scuderiequirinali.it

“Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.” (Frida Kahlo)

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