Arbasetti: l’Autorità Portuale non ha mai cercato un confronto pubblico con i cittadini

Si legge sulla stampa locale che alcuni dipendenti della L.S.T.C ed alcuni titolari di imprese portuali si mettono contro altri cittadini, concessionari a loro volta di aree demaniali marittime, ovvero circa 65 lavoratori nella mitilicoltura con relative famiglie,circa 10 associazioni sportive con migliaia di cittadini associati ed alcune concessioni commerciali occupate nel rimessaggio.
Ancora una volta, a distanza di anni, e dopo aver trovato, con l’approvazione del consiglio regionale, la convivenza Porto-città, alcuni operatori portuali soffiano sul fuoco per alimentare nuovi conflitti, approfittando della crisi occupazionale, per giustificare una linea di non rispetto delle leggi urbanistiche (P.R.P.).
Ancora un episodio puramente italiano e di gravissima portata che tende a rimettere in moto uno scontro lavoro contro lavoro, lavoro contro diefesa dell’ambiente, qualità della vita dei cittadini dei quartieri adiacenti al porto mercantile e, di fatto, la sostenibilità nell’impatto porto e la città del Golfo dei Poeti. Ricordiamo a questi cittadini che le intese conseguite con il P.R.P. sono un progetto approvato nel contesto dei porti dell’Alto Tirreno e,come già precisato più e più volte, tiene conto del fatto che il Porto di La Spezia è collocato vicinissimo alle abitazioni, per cui il Ministero dell’Ambiente, con nota ingiuntiva, ha posto all’Autorità Portuale vincoli definiti di procedimento per l’attivazione delle prescrizioni ambientali legati alla V.I.A.(valutazione di impatto ambientale). Emerge pertanto che la situazione odierna è causata dalla mancata attuazione delle fasi del P.R.P. da parte dell’Autorità Portuale che negli ultimi 5/6 anni non ha fatto quanto doveva, anzi è andata in direzione contraria non rispettando neppure le intese sottoscritte nel 2007 con gli enti locali.
Questi ritardi sono la causa principale dei gravi danni agli stessi operatori portuali ed è bene precisare che mai l’A.P. ha cercato un confronto pubblico con tutti i soggetti interessati e con i cittadini ,specialmente quelli del levante che dal porto ricevono solo rumori ed inquinamento, ma ha optato, con la complicità delle imprese portuali e, purtroppo, del Comune di La Spezia, per incontri individuali ed infine per l’invio di lettere ULTIMATUM ai concessionari al fine di intimorirli e farli, ove possibile, recedere dall’idea di ricorrere alle vie giudiziarie.

(Franco Arbasetti)

 

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