Donne e boxe: un comunicato di Luca Riccardi

Le donne si trovano a sperimentare se stesse in ruoli diversi da quelli che avevano avuto in passato, anche se le donne partigiane della Resistenza italiana furono per la prima volta  combattenti, partecipavano agli assalti, indossavano i pantaloni e andavano in giro con i caricatori al collo. Quelle donne la Resistenza la fecero per aiutare i loro uomini, per salvare la vita ai rifugiati di qualsiasi provenienza, razza, appartenenza politica, ancora e comunque incastrate in una sola dimensione: quella della cura degli altri.

Oggi sono pienamente integrate nei corpi di pubblica sicurezza, ricoprono cariche di comando, dimostrano il loro valore ed il loro senso del dovere. Anche attraverso lo sport si è fatta un po’ di strada verso una maggior autodeterminazione delle donne; non solo i primati e le vittorie femminili hanno creato una nuova immagine femminile sociale, ma anche la pratica stessa che nutre mentalmente e che permette una maggior consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità.

La vera nascita della boxe femminile italiana risale al 22 aprile 1996, con Stefania Bianchini che vinse il primo titolo italiano non ufficiale e successivamente divenne campionessa mondiale. E’ soltanto dal 21 febbraio 2001 che è stato firmato un decreto per il quale anche in Italia le donne potevano salire sul ring e da quel giorno il numero delle donne che si allena nella boxe è cresciuto notevolmente.

La 1° donna iscritta alla Federazione Pugilistica Italiana dopo il riconoscimento della boxe femminile in Italia è stata Maria Moroni.
1° donna vincitrice del 1° match ufficiale di boxe femminile disputato in Italia il 21/07/2001
1° donna vincitrice del 1° titolo d’Europa di boxe femminile professionisti (E.B.U.) disputato il 02/08/2002 (massimo riconoscimento sportivo per un pugile-donna, il titolo del Mondo non esisteva ancora).

Via dunque i luoghi comuni sulla perdita di femminilità, sull’inferiorità fisica delle donne e sul pericolo di deturpazione; ci si basa sulla tecnica, sull’abilità, sulla destrezza e utilizzando protezioni particolari. Prendersi cura di sé, avere padronanza del proprio corpo e delle proprie capacità, aumentare la sicurezza di sé, acquisire gli strumenti per sapersi autodifendere o quantomeno per non subire passivamente: vi sembrano pochi motivi per non iscriversi in palestra?
E’ di prassi un allenamento idoneo e preparatorio ai movimenti che l’atleta dovrà eseguire: riscaldamento, rotazione del busto per la mobilità, addominali per la resistenza e la tenuta, salto con la corda per il fiato, esercizi di definizione. L’allenamento è personalizzato in quanto l’attenzione è rivolta alle particolari qualità di ogni singolo allievo. Tanto lavoro aerobico e anaerobico, esercizi per aumentare la potenza e schivare i pugni, dimagrimento in quanto maggiore è la taglia, maggior difficoltà si ha ad accelerare il movimento e si sa, in questo tipo di sport la velocità ha la sua basilare importanza. Acquisire oculatezza sul dispendio delle energie: ci sono pugili che sfruttano con monotonia la loro potenza devastante, mentre altri sono maestri nella tecnica e nella strategia di combattimento. Sicuramente è un tipo di preparazione che fa aumentare la massa muscolare e diminuire il grasso corporeo e la particolarità è la cura per il lato tecnico, strategico e mentale. E per le bambine che si avvicinano a questo sport l’aspetto ludico dell’allenamento darà loro non solo la padronanza tecnica, ma la sicurezza per crescere da tanti punti di vista.

In definitiva le donne, che sembrava aborrissero la boxe perché violenta e cruenta, hanno scoperto che ha valenza educativa perché permette di sfogare l’aggressività e le tensioni accumulate:  il risultato è una migliore forma fisica e mentale. Inoltre, il riequilibrio neuro-dinamico porta a migliorare l’autocontrollo e quindi i rapporti sociali. Esiste nelle donne una connessione facilitata per maggiore spessore del corpo calloso: per cui la comprensione olistica o intuitiva di problemi complessi, nella donna, predomina sulla comprensione” razionale” e “sequenziale” più tipica dei maschi (il sesto senso).

www.lucariccardiboxingteam.it

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