Levanto, Waterfront: il Comune ci riprova

In gran silenzio, senza informare il Consiglio comunale né i cittadini attraverso l’albo pretorio, l’amministrazione comunale di Levanto e la sua società partecipata “Levanto Waterfront Srl” hanno fatto ripartire il progetto per il secondo lotto del fronte a mare, nel tratto compreso tra la Gritta e il ponte sul torrente Ghiararo. In imminenza delle festività natalizie, lo scorso 13 dicembre, la “Commissione locale del paesaggio” ha infatti dato parere favorevole al progetto che prevede 117 box privati e 62 parcheggi a rotazione nell’ex viadotto ferroviario. La notizia – va detto – è pubblicata sul sito web del Comune di Levanto, ma per trovarla occorrono capacità non certo alla portata di tutti e che appaiono in contrasto con la trasparenza e la completezza di informazione sugli atti amministrativi obbligatorie per legge.

Sul progetto, lo ricordiamo, avevano opposto osservazioni sia il Comitato Vallesanta, con l’appoggio di Legambiente Liguria, che altri cittadini; il Comitato aveva anche raccolto oltre 600 firme di cittadini contrari ai nuovi box in riva al mare. Il FAI-Fondo Ambiente Italiano aveva poi scritto al sindaco di Levanto e alla Soprintendenza della Liguria invitando a rivedere il progetto e a porre la massima attenzione, soprattutto attraverso una decisione partecipata e condivisa, non escludendo a priori una eventuale “opzione zero”. Invece l’amministrazione comunale, dopo un lungo periodo di silenzio, quasi alla chetichella e non tenendo in alcun conto l’opinione pubblica, ha deciso di riesumare il progetto. E questo nonostante sul primo lotto del waterfront sia in corso un’inchiesta giudiziaria.

Il Comitato Vallesanta ha prontamente inviato alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Liguria una segnalazione con informazioni dettagliate sull’iter della pratica e relative opposizioni, invitando a esaminare il progetto con particolare attenzione perché sia garantita un’ordinata programmazione urbanistica attraverso la tutela del delicato assetto ambientale della zona di Vallesanta. Nella segnalazione è stata rappresentata anche l’esigenza di un processo decisionale trasparente, partecipato e condiviso dai cittadini, evitando le ormai consuete forme di imposizione amministrativa che lasciano ai cittadini solo la strada dei contenziosi e dei ricorsi. E a questo riguardo Comitato Vallesanta e associazioni ambientaliste preparano una nuova mobilitazione con manifestazioni pubbliche per sventare l’ennesimo assalto del cemento alla già martoriata Vallesanta.

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