La baracca dell’arroganza: una lettera di Massimo Baldino

In molti se lo saranno chiesto e molti di più se lo chiederanno in futuro, se “il coso” rimarrà. Che cos’è e a cosa serve la baracca bianca, , denominata,con grande senso marziale, “Villaggio del porto“, che staziona dalla Festa della Marineria su un angolo del nostro Molo Italia, disturbando non poco la visuale a mare nonché l’estetica del nostra passeggiata? Perché non è stata rimossa come tutte le altre strutture, una volta terminata la Festa? Come mai è sempre chiusa? Ha le autorizzazioni per rimanere?
A quest’ultima domanda, credo, potrebbero darci risposta i nostri consiglieri comunali, andando a verificare con quali permessi il capanno bianco è stato innalzato.
Alle altre, invece, possiamo anche risponderci da soli, conoscendo bene qual è l’alto grado di arroganza con la quale, in questa nostra martoriata città, si esercita il potere. L’aggeggio inutile fu innalzato per volere della nostra Autorità Portuale, con la quale la nostra amministrazione comunale da tempo ha stretto un bel “patto di sangue“. Doveva essere un luogo dedicato, tra l’altro, all’esposizione di come diventerà La Spezia, secondo il volere di chi la amministra, quando sarà terminata la riconnotazione a mare della città attraverso quello che i nostri amministratori chiamano il “Waterfront” di  cui parlerò nei prossimi giorni.

In realtà nel “coso bianco” la possibilità di prendere visione di come si dovrebbe sviluppare quest’ennesimo attacco frontale alla storia e alla immagine consolidata di Spezia, gli spezzini l’hanno avuta solo per pochi giorni. Quelli appunto dellla Festa della Marineria, perché subito dopo la “baracca” è rimasta rigorosamente chiusa, abbandonata a se stessa e ai topi . La sua presenza, a mio avviso testimonia solo, al momento, la prepotenza della nostra Autorità Portuale e la sottomissione ad essa della  Giunta Comunale .
Il poco rispetto, e la cosa non è nuova, che sia gli uni che gli altri hanno dei luoghi storici della nostra città, e, cosa ancor più grave, degli spezzini e nel caso dei politici che li dovrebbero rappresentare, degli elettori che li hanno delegati.
Delegati appunto… non a sfasciare la città o ad impossessarsene come fosse una cosa esclusivamente loro.
Delegati non a distruggere piazze o a edificare baracche sbagliate nel posto sbagliato, ma ad occuparsi della manutenzione di La Spezia.
Delegati a rifare le strade che sembrano dei galoppatoi, i marciapiedi dove quando piove ci si alluviona, a illuminarla adeguatamente e a investire soldi sulla qualità delle scuole, degli ospedali, dei servizi in generale.

Solo e dico “solo” quando questi obbiettivi saranno stati raggiunti ci si potrebbe permettere diversivi estetici quali i restyling delle piazze o degli spazi a mare della città. Propongo dunque che, anche come simbolo di una riscossa cittadina che il “Comitato Piazza Verdi” ha dimostrato, opponendosi allo scempio di una piazza storica, tutti i cittadini che amano La Spezia facciano sentire la propria voce per la demolizione del “capanno dell’arroganza” sito sul nostro molo e chiedo ufficialmente al nostro consiglio comunale di esprimersi nel merito.
Quella costruzione posta in quel luogo degrada esteticamente il nostro molo e va subito rimossa .
La Spezia non è solo vostra : ci sono anche i cittadini!

Massimo Baldino

Foto: Katia La Galante

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