Lettera di Marco Andreini su Michelucci

Il Partito Socialista Italiano, dopo aver tenuto il 3° congresso nazionale a dicembre a Venezia al quale ha partecipato, fra le tante personalità, anche il presidente del consiglio Enrico Letta, terrà a breve il congresso della Federazione provinciale. Il sottoscritto, come responsabile regionale della componente nazionale di sinistra del partito, auspica che si possa arrivare ad un congresso unitario, così come avvenuto a Venezia e che si arrivi all’elezione di un segretario provinciale condiviso, ma alcune cose, anche a fronte delle dimenticanze di Michelucci, non possono più essere taciute come partito e chiediamo che vengano assunte come base di discussione congressuale.

La prima questione che emerge dalle parole di Michelucci è il rapporto dei partiti di sinistra con il Pd, questione aperta che il partito discuterà anche nel consiglio nazionale di sabato 11. Per quanto mi riguarda, e non credo con ciò di rappresentare solo il pensiero della sinistra socialista, comincio a stufarci e sono molto arrabbiato di questo continuo atteggiamento del Pd verso gli alleati, che nella migliore delle ipotesi vengono considerati come semplici vassalli al servizio del sovrano. In una città dove esistono mille problemi, dove pochi hanno il coraggio di dire apertamente come stanno le cose (a proposito non sarà perché ,nel suo annuale appuntamento la Camera di Commercio ha osato dipingere una città in crisi) , dove continuamente chiudono attività produttive, dove spariscono posti di lavoro, dove  sussistono diecimila disoccupati, non sarà forse per queste ragioni che oggi improvvisamente si chiede rinnovamento delle cariche?

Così come immagino sia poco piaciuta al Pd la lettera prenatalizia della sovraintendenza regionale , non una organizzazione sovversiva o composta da persone frustrate dalla politica, che si è permessa di scrivere che i pini di Piazza Verdi sono intoccabili,  perché parte integrante organica dell’importanza culturale della piazza, sarebbe interessante sapere da Michelucci cosa pensano di farci ora in Piazza Verdi , visto che gli archi di Buren rimarranno per sempre nella sua faretra.

Venendo alla politica ,vorrei tanto chiedere a Michelucci se le dimenticanze sono freudiane o lui pensa al Psi, come organicamente facente parte del Pd, perché se così fosse potrebbe avere molte interessanti sorprese sia nel capoluogo, sia in occasione di tutte le primarie nei comuni che andranno al voto a partire dai referendum sull’unificazione fra Ortonovo e Castelnuovo, dove sarebbe bene che il partito  andasse in maniera non vincolata e comunque partendo da un confronto aperto con tutti gli altri partiti della sinistra.

Marco Andreini
Consiglio nazionale Psi

Advertisements
Advertisements
Advertisements

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.