Il MIBAC premia Paolo Logli (e Alessandro Pondi)

La notizia del giorno è che lo sceneggiatore cinematografico e televisivo spezzino PAOLO LOGLI insieme al collega Alessandro Pondi è tra gli autori selezionati del Mibac, Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, per le nuove assegnazioni di finanziamenti al cinema italiano. Da rilevare che il premio è stato assegnato solo a 15 sceneggiature, 15 progetti ”di particolare rilevanza sociale e culturale”. Questo importante riconoscimento è stato attribuito anche ai sardi Gianfranco Cabiddu e Francesco Abate e il genovese Pietro Marcello (autore del bellissimo film La bocca del lupo).

Hibiscus, il titolo della sceneggiatura selezionata per il finanziamento, verrà sviluppata nei prossimi mesi dai due autori e ha come sfondo la Cina. Il motivo ispiratore ce lo spiega lo stesso Logli che abbiamo raggiunto al telefono per complimentarci del risultato.

Paolo Logli: Nel dicembre 2012  siamo andati fa in Cina con una delegazione culturale del cinema italiano, c’erano due registi, due produttori, un rappresentante dell’Anica. Noi siamo stati invitati,abbiamo incontrato tutti i rappresentanti del Ministero della cultura e della produzione cinematografica. La loro produzione può essere vista in gigantesche multisale d’avanguardia, sei reti nazionali e almeno due o tre per ogni provincia.

La speziaoggi: Quale era lo scopo del viaggio?

Paolo Logli: Creare un ponte Italia-Cina, anche se arriviamo un po’ in ritardo, il Canada e gli Stati Uniti hanno già firmato trattati bilaterali e ora anche l’Italia li ha firmati, sono stati fortemente voluti dal Ministro e dallo stesso Presidente Napolitano. Ora questo accordo c’è.

La Speziaoggi: E mentre eravate a Pechino avete pensato al soggetto del film?

Paolo Logli : IBISCUS è  il fiore di Pechino e la sua storia è venuta fuori in parte nel corso di questo viaggio; abbiamo immaginato una storia di un ragazzo che conosce una giovane cinese in Italia: è una étolie e la insegue in Cina, se ne innamora. Va con lei nella Cina profonda, scrive ai suoi genitori perché vengano a conoscere i genitori di lei. E’ una storia di incontro tra culture lontane. Nessuno di loro si comprende, la cultura e la lingua sono diversi ma i genitori fanno lo stesso mestiere, sono fornai e così si capiscono con il lavoro. Il soggetto è questo.

La Spezia oggi: Come proseguirà e quando approderà su set?

Paolo Logli: Su questo sta lavorando da un anno un produttore che era con noi in delegazione e che ha rapporti con produttori di altri Paesi, ed è lui che ha fatto domanda per questo finanziamento. Al momento è un lavoro ancora tutto da fare ma questo finanziamento ci permette di cominciare, il film evidentemente ancora non c’è. Se si riuscirà a farlo, lo si farà in coproduzione con i cinesi, abbiamo parlato di questa storia. Certo non è facilissimo, loro hanno un umorismo diverso dal nostro, un senso di romanticismo completamente diverso.

La Spezia oggi: Hai pensato ai possibili attori?

Paolo Logli: C’è un solo attore in Italia in forte rapporto con la cultura cinese ed è Giorgio Pasotti, ma siamo molto prima di questo, dobbiamo ancora scrivere la sceneggiatura.

La Spezia oggi: Hai un film a cui ti sei ispirato?

Paolo Logli: Si, Indovina chi viene a cena è stato il nostro riferimento: si raccontava il disagio dell’integrazione, là c’era però, almeno una comunanza linguistica, qua c’è una alterità assoluta, cultura e lingua davvero lontanissimi: per me è stata l’esperienza più straneante della mia vita.

La Speziaoggi: Sul tuo blog avevi scritto alcuni episodi che ti avevano colpito, ce li racconti?

Paolo Logli: Il secondo giorno che eravamo a Pechino chiedo a una ragazzina che ci fa da guida di portarci alla Piazza Tienammen nel luogo dove lo studente ha fermato il carrarmato e lei non lo sapeva, non conosceva l’episodio, una parte della storia è stata rimossa.

La Speziaoggi: Il MIbac ha dato un riconoscimento a personaggi fuori dai circuiti conosciuti: Fracesco Abate, Pietro Marcello

Paolo Logli: Si, direi autori un po’ oursider; c’è una tendenza non solo a premiare la qualità (evitando il generico finanziamento a pioggia) ma anche a privilegiare progetti d’autore dai costi contenuti, volutamente a basso budget. Del resto in Italia il vero collo di bottiglia è nella distribuzione. I fatti sono sotto gli occhi di tutti: molti film faticano ad arrivare nelle sale perché la distribuzione è gestita da pochissimi soggetti..

La Speziaoggi: Tra poco i film andranno nelle sale in formato digitale.Che ne pensi?

PaoloLogli: La riproduzione in formato digitale e la distribuzione “liquida”, via wifi porta a costi inferiori, non sono più evidentemente quelli della pellicola e permette anche ai film delle piccole produzioni di essere distribuiti in moltissime copie.

La Speziaoggi: Anche le sale dovranno adeguarsi e i costi da sostenere non saranno pochi–

Paolo Logli: Si cambia tutto, l’adeguamento  dovrebbe essere sostenuto con agevolazioni nazionali ma poi nel momento in cui l’hai fatto la distribuzione costerà molto meno rispetto al noleggio della pellicola e sarà possibile vedere più facilmente il cinema d’autore.

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