Ripresa economica: il governo Letta non è in grado di assicurarla

La ripresa della nostra economia ha bisogno di stimoli che il governo Letta non è in grado di mettere in campo, perché insiste nel perseguire “politiche neoclassiche”, già sperimentate dal governo Monti: austerità imposta,cioè un insieme di macro-rigidità imposte ai singoli stati che formano l’incompiuta confederazione europea, fissando macro-obiettivi relativi ai debiti sovrani, il cosiddetto Titanic europeo; spending review generalizzata, riforma del lavoro Fornero ecc., politiche assai dannose per L’Italia in questo periodo, che ci porteranno ad essere sempre più poveri, una crisi questa, simile, se non peggiore alla grande depressione del 1929, che comportò l’abolizione di uno dei poteri fondamentali della democrazia, cioè l’autorità legislativa; l’abolizione comune nelle autocrazie totalitarie, dal fascismo, al nazismo, al comunismo.

Come più volte ho sostenuto, in questi periodi di grande crisi, vanno bene le politiche Keynesiane, che consistono nel dare stimoli all’economia, sotto forma di spesa pubblica per infrastrutture da parte dello Stato (la piccola e media azienda è ormai in coma profondo), in questo modo si darà una risposta reale e concreta alla disoccupazione giovanile e strutturale, perché l’occupazione si genera con gli investimenti, tutto questo metterà in moto il cosiddetto “moltiplicatore dei consumi” che aiuta la nostra ripresa, che combatte una deflazione galoppante che attualmente abbiamo. Pertanto bisogna attuare una politica di Bilancio espansiva che produce effetti espansivi, una spesa pubblica diretta all’investimento e non allo spreco, creare sane imprese pubbliche tecnocraticamente gestite. Inoltre bisogna dividere le banche d’affari da banche commerciali, e che queste ritornino a dialogare in termini di credito con le aziende e le famiglie.

Mario Bonelli dottore commercialista e revisore dei conti enti locali.

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.