Luca Basile: un filosofo alla guida della cultura?

Originariamente pubblicato il 16-aprile 2013 alle ore 2-07

Sappiamo bene quanto la cultura rappresenti un settore strategico per l’identità comunitaria, per la crescita civile e anche per l’economia ma all’atto pratico, sembra sempre più unicamente un costo di cui non si capisce l’utilità e il senso, dunque a costante rischio di tagli. Tuttavia la cultura non può essere espropriata da un comitato d’affari o gestita attraverso meccanismi corporativi: a presidiarla per i cittadini devono esserci persone preparate, decise nelle intenzioni, negli ambiti di intervento, negli obiettivi.

Luca Basile classe 1980 è Dottore di ricerca in “Filosofia e Teorie sociali contemporanee”, cultore della materia, assegnista di ricerca (il tema è “A. Gramsci e l’analisi del fascismo”) e contrattista all’Università di Bari, ha un elenco lungo così di testi, saggi, articoli e un volume per Bompiani di prossima pubblicazione (Opere filosofiche di teoria dell’educazione). Dopo una iniziale attenzione ai temi della filosofia del linguaggio, il suo interesse si è rivolto verso  Hegel e la ricezione del pensiero storico-dialettico in Italia da Labriola a Gramsci, con particolare attenzione ai risvolti politico-ideologici della tematica.

Serviranno gli studi su Marx, Gramsci e Gentile per gestire un bene comune come la cultura, per ridare il giusto spazio alla collettività? In generale, serve un filosofo al governo della città o di un assessorato? Chiedetelo a Massimo Cacciari o a Gianni Vattimo che hanno cercato di fare del loro pensiero filosofico, un progetto sociale, un’idea di città.

Refrattario ai social media, serio e preparato, intellettule engagé con un profilo volutamente understatement che lo caratterizza da sempre, tipico di chi mira alla sostanza delle cose e alla gestione più proficua del proprio tempo, Basile ha avuto sin da giovanissimo, importanti incarichi istituzionali nell’ambito del Pd (prima dei Ds): segretario provinciale e regionale della sinistra giovanile (con l’incarico di Responsabile Nazionale Cultura), membro della Direzione Regionale dei DS e del Consiglio Nazionale dei DS, membro della Segreteria Provinciale dei DS e poi del PD, con l’incarico di Responsabile del Programma, poi della scuola. Infine, consigliere comunale dal 2002 al 2012. Recentemente è il Referente culturale della Segreteria Provinciale del Pd.

Proprio per la sua scarsa propensione all’esposizione mediatica affida tutto a un pragmatismo misurato. Siamo convinti che Basile possa impegnarsi in un valido progetto culturale, aperto alla riflessione critica collettiva, sia per ridare forza a un’istituzione a cui il cittadino deve poter tornare a rivolgersi con fiducia, sia per mettere in atto quei “diritti culturali” che i movimenti e la società civile oggi, reclamano a gran voce.

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