Comitato Spiagge Libere Olivo: Auguri di buon demanio marittimo a tutti

Gli auguri che vogliamo fare e farci riguardano essenzialmente il bene del nostro paese, che si chiami Portovenere o Italia, perché la barca è la stessa. Vogliamo augurare e augurarci che chi ha operato in passato, ed oggi continua ad operare, nell’ombra o alla luce del sole, ma sempre con sfrontatezza nei confronti del rispetto degli altri, dell’ambiente e delle regole, non possa avere più lo spazio per agire, se non quello del proprio tinello o della cella di qualche istituto penitenziario,se necessario.

Il nostro è un paese (nazionale e locale), a tutti i livelli, in decadenza da decenni, in particolare dagli ultimi due, e lo sforzo nel non cedere al qualunquismo che i politici siano tutti uguali si fa sempre più vano. La massa di situazioni in cui destra, sinistra e centro hanno dimostrato di vivere solo per un unico interesse, il proprio, è talmente preponderante che anche il più oggettivo e scientifico osservatore della nostra società non può che ritenersi sconfitto dalla morale qualunquista del non voto più, sono tutti figli della stessa madre.

La nostra speranza è che il virus della consapevolezza, che comunque alberga in molte persone, possa diffondersi e far aprire gli occhi ad altre moltitudini, affinché passino da uno stato di prostrazione, sfiducia e rassegnazione ad uno attivo di lotta per riacquisire dignità, diritti e giustizia.

Questo stato attivo di lotta alla rassegnazione ed alle ingiustizie passa inevitabilmente per la cultura, l’informazione e la messa in pratica dei diritti che frequentemente ci vengono sottratti. I massimi sistemi e i piccoli sistemi sono quantomai connessi, e per darvene un esempio concreto basta rileggere alcuni degli eventi di questi ultimi giorni, in buona parte passati sotto silenzio nei grandi media, ecco perché bisogna imparare a cercare le informazioni, e non semplicemente accettare ciò che ci viene propinato dalle TV o dalle grandi e piccole testate giornalistiche ben prostrate alle lobby nazionali e locali, quasi sempre le stesse. Abbiamo un grande strumento, nel bene o nel male, che si chiama internet, usiamolo, usiamolo attivamente cercando, come cani da tartufo, per approfondire.

Ecco gli eventi: il governo Letta tenta di far passare con decreto omnibus, camuffato col nome “Salva Roma”, i classici provvedimenti paraculo e “libera tutti” nell’interesse della casta, il solito 10%, tra politici e affaristi, che hanno le mani in pasta in tutto quello che frutta soldi in questo paese. Tra i provvedimenti farlocchi, la sanatoria dei canoni demaniali e, passata in sordina da quasi tutti i giornali e TV, la ancora più grave sanatoria per gli abusi edilizi in aree demaniali marittime, che includerebbe una serie di manufatti che contribuiscono a privarci del libero accesso al territorio di noi tutti (la spiaggia) come chioschi, cabine e altre invenzioni abusive e forse anche opere ben più solide, in cemento. Guarda caso, chi vi scrive, con ben scarso aiuto, se non inesistente, da parte di associazioni pseudo-ambientaliste e ben pensanti, ha potuto far parzialmente chiarezza su una piccolissima parte di tali abusi che risiedono nella nostra zona da decenni (altri meno), ottenendo dopo numerose segnalazioni, esposti e richiesta di intervento da parte della nostra Procura della Repubblica, un’ordinanza paracula (perdonate l’eufemismo “ordinanza”) da parte del nostro Comune, nello scorso mese di luglio, che mette in rilievo una serie di abusi, tranne quelli più importanti che vengono fatti sparire in un provvedimento minestrone, su cui già si prepara una probabile sanatoria, forse anche in attesa di un provvedimento a livello nazionale. Ed è sicuramente una pura coincidenza che un nostro concittadino sia attualmente ministro dell’ambiente, un’assoluta coincidenza, come che del resto il fatto che sia stato inserito un testo attinente gli abusi in aree demaniali nel decreto “Salva Roma”, ora stoppato, ma testo che uscirà, ne possiamo essere sicuri, in qualche altra leggina, quanto prima, senza che se ne sappia nulla. Non vogliamo certo prenderci tutti i meriti per aver stimolato i nostri politici al governo a redigere un tale testo, ma chissà se abbiamo almeno contribuito.

Per ora terminiamo qui, con l’intenzione di raccontare dettagliatamente l’evolversi di questa storia che abbiamo più volte citato ( Quando una scogliera artificiale cancella una spiaggia ), ma lo scopo odierno era di farci gli auguri, di aprire e mantenere aperti gli occhi, comprendendo che massimi e minimi sistemi sono strettamente correlati, affinché si possa lottare meglio per gli interessi del nostro paese (Italia o Portovenere che sia), i nostri diritti e una giustizia giusta. In bocca al lupo.

 

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