“Il Golfo dei veleni”: le istituzioni brillano per la loro assenza

C’erano tanti cittadini, ma nessuna autorità, venerdì in Provincia per la presentazione del libro “Il Golfo dei veleni” della giornalista Sondra Coggio (Cut Up Edizioni), affiancata dal Procuratore Luciano Tarditi (che, dalla Procura di Asti, fece partire l’inchiesta su Pitelli) e dal direttore del Secolo XIX Umberto La Rocca. Nessun politico, nessun rappresentante della Marina, né della Prefettura. Assenze che hanno lasciato il segno. Perché “Il Golfo dei veleni” è un libro-inchiesta, basato su atti delle commissioni Parlamentari (nessun lavoro di fantasia, come ha spesso sottolineato Sondra Coggio nel suo intervento), che racconta ciò che nessuno vorrebbe mai sentire: sversamenti in mare, traffici di rifiuti tossici che vedono la nostra città come crocevia e la morte (l’omicidio) del capitano Natale De Grazia, che partì da Reggio Calabria il 13 dicembre del 1995 diretto a Spezia e che qui non giunse mai. “Ho capito tutto” disse alla moglie; aveva capito le direzioni dei traffici, sapeva cosa c’era nella nostra città, il capitano De Grazia. Partì con due carabinieri e, dopo aver consumato il pranzo in un autogrill della Salerno-Reggio Calabria, iniziò a non sentirsi bene. Nonostante i tentativi dei compagni di viaggio di soccorrerlo, De Grazia morì per la strada, a torso nudo sotto la pioggia. Si parlò di morte naturale, ma ora, a distanza di 18 anni, sappiamo la verità e cioè che De Grazia fu avvelenato.

La storia di De Grazia e dell’inchiesta sul traffico di rifiuti s’intreccia con Pitelli, un luogo destinato “a verde pubblico e case popolari” che diventa una discarica, un luogo che si “meriterà” il soprannome di collina dei veleni. Brutte storie, che raccontano di intrecci tra politica, mafie e segreti militari. Storie che coinvolgono i boss della camorra, inchieste che partono da tutta Italia, ma che qui si arenano, si perdono, si archiviano: nessun colpevole a Pitelli, dicono le sentenze. Nonostante i forti sospetti di depositi di rifiuti tossici, nonostante l’inquinamento, nonostante la gente continui ad ammalarsi e morire. Nessun colpevole e nessuna indagine epidemiologica sull’insorgenza di tumori e leucemie. Meglio non dire e non sapere?

Le assenze istituzionali dell’altro giorno sembrano dire di sì, ma ad opporsi ci sono i cittadini che erano presenti in sala e c’è Legambiente che si oppone alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla nave dei veleni. La speranza è che quei cittadini siano sempre di più.

www.comitatodegrazia.org

 

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