“Prigionie (in)visibili – il teatro di Samuel Beckett e il mondo contemporaneo”

In programma alla Casa dei Teatri sino al 26 gennaio 2014, la mostra percorre i cambiamenti e gli elementi costanti nell’approccio alle opere diSamuel Beckett, invitando i visitatori a riflettere sulla capacità del teatro di osservare da un’angolazione straordinaria la realtà del proprio tempo dalla metà del Novecento al nuovo millennio

Tutta l’opera di Samuel Beckett può essere considerata il racconto di “un’umanità inconsapevolmente imprigionata” e la dimensione di costrizione fisica e mentale caratterizza il lavoro del drammaturgo irlandese.

Sono passati 60 anni dalla prima mondiale di Aspettando Godot (Parigi, Théatre de Babylon, 5 gennaio 1953), e da allora, questa e altre opere di Beckett hanno rappresentato una feconda fonte ispiratrice per la creazione scenica, sia per l’orizzonte della tradizione teatrale che per i linguaggi della sperimentazione, sino a toccare l’immaginario popolare, anche televisivo. Soprattutto dagli anni Novanta, dopo la morte del drammaturgo, le sue opere hanno oltrepassato i confini del teatro dell’assurdo e del metafisico, rivelandosi capaci di stimolare sensibilità che guardassero all’umano nella complessità del presente della Storia.

La mostra “Prigionie (in)visibili – il teatro di Samuel Beckett e il mondo contemporaneo” in programma fino al 26 gennaio 2014 alla Casa dei Teatri (Largo 3 giugno 1849 angolo via di San Pancrazio – ingresso Arco dei Quattro Venti) è a cura di Yosuke Taki e promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, da Biblioteche di Roma e da Teatro di Roma, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Orario: dal martedì alla domenica, ore 10-17 – Chiusura 25- 26 dicembre 2013 e 1 gennaio 2014. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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