La storica dell’arte Angelica Polverini incontra l’artista-artigiana Manuela Carrano

Predisporsi ad accogliere bellezza permette di osservare anche nel totale disordine particolarità che fissano certi istanti tra i ricordi preziosi della memoria. Così, già nel viaggio che ieri mi avrebbe condotto a fare visita a una grande artista vedevo sprazzi di bellezza infinita tra i palazzi del centro di Torino, attraverso le marcite novaresi, negli sberluccichii dei grattacieli di Milano. Una smagliante Milano intorpidita dai raggi del sole dicembrino.

Mi ero occupata di Manuela Carrano nel 2011, quando presentai una sua opera proprio alla Spezia, durante l’annuale rassegna di Etnografia al Museo Giovanni Podenzana a cura di Rossana Piccioli. In quell’occasione proiettai l’immagine della dormiente di cioccolato, una statua a grandezza naturale conservata al Museo Archeologico di Aosta, una donna annicchilita dal peso di una colpa, sdraiata su se stessa, sotto di lei la scritta: Sarò Buona.

Sapevo in anticipo che quest’incontro sarebbe stato magico.

Manuela mi ha accolto con grande dolcezza e simpatia nel suo laboratorio/atelier scusandosi del bagno un pò troppo ‘sguarnito’, mentre io notavo invece come avesse applicato allo specchio centinaia di ali di libellula, rendendo con un magico tocco creativo la semplice toilette in angolo degno del suo antro di creazione.

Mentre lo stereo diffondeva note jazz ha iniziato a mostrami i lavori sui quali sta attualmente lavorando. Progetta un grande bosco di alberi artistici, molti dei quali già realizzati per il Muse di Trento e il Palazzo della Regione Lombardia, ma il piacere di srotolare queste grandi tele di lino anticate e osservare le ramificazioni che terminano in farfalle, cartigli scritti e parti del corpo, nominandoli così Racconto dell’Albero, Albero della Sapienza e Albero della Speranza, mi ha rammentato come il tema della salvaguardia ambientale, attalissimo nelle grandi città del settentrione, sia anche il mantra che contraddistingue Londra e New York, due tra le metropoli più frequentate da Manuela, dove si creano le grandi virulente correnti d’arte.

E proprio nel rapporto tra uomo contemporaneo e ambiente, tra natura e naturalità umana, tra gioco e apparenza si svelano e si muovono le opere della Carrano.

Tra citazioni di Ovidio e di Darwin, tra libellule e rinoceronti, vedevo il paradigma della creazione smantellato e ricomposto per comprendere il corpo fisico e i luoghi dell’azione antropica, perché dice Manuela “il genere umano non è più, o forse non è mai stato, in grado di valutare le conseguenze del proprio operato, del resto, nessun altro ‘animale’ distrugge così il proprio habitat.”

Da quest’idea è nata la serie ‘Out of control’ dall’atmosfera avveniristica e perturbante, ma così reale da apparire fastidiosa. E conscia di questa reazione contrariata l’artista chiede: “Siamo pronti a tutto questo?”

Manuela Carrano ama definirsi artista/artigiana:

“Che cosa sarebbe l’uomo senza la mano?” ed è per questo che piega le sue creazioni a diverse tecniche, dalla sperimentazione di tessuti e materiali organici, a quelli chimici e minerali, dal disegno a grafite agli spilli, dall’affresco,  alla scultura, dal caffè al cioccolato. Qualsiasi oggetto diventa una rarità quando passa per le sue mani, piccoli ritagli plastici diventano ali di farfalla, i frammenti di tronco riacquistano dignità vitale e anche il corpo umano, al centro di una grande indagine condotta innanzitutto per comprendere il suo corpo fisico, si piega di volta in volta alle varie indagini: corpo malato, imprigionato, violato, desiderato, graziato.

Inginocchiate sul grande tappeto persiano del suo laboratorio, mi ha mostrato pagina dopo pagina i suoi libri d’artista, in un momento di grande commozione. Attimi di contemplazione si sono fusi nel racconto di parti salienti della sua vita, tra i grattacieli newyorchesi e gli affetti di bambina, tra tensioni verso i luoghi più naturali e impervi della Terra, alla maternità. Ritrovo nell’opera di Manuela quella raffinata e geniale personalità che traspare dal suo video Futuro Anteriore, presentato recentemente a Londra, completamente ricavato dai suoi disegni a matita.

Certi artisti ti trasportano in un altro mondo, ti permettono di mettere le ali e scorgere con semplice stupore un po’ della bellezza primordiale, ringrazio Manuela per avermene mostrata un po’ ieri, nel centro di Milano.

Angelica Polverini

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